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Progetto ARAP per l’irrigazione del Fucino, il Forum H2O denuncia: documenti carenti e superficiali

Francesca Trinchini di Francesca Trinchini
15 Febbraio 2020
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Avezzano. “Il progetto definito dall’ARAP per spendere i 50 milioni di euro del Masterplan sull’irrigazione del Fucino è gravemente carente, superficiale e rischia di far spendere una grande quantità di denaro pubblico senza raggiungere l’obiettivo prioritario fissato sulla carta, il risparmio della risorsa idrica”. Lo afferma il Forum H2O.

“Nei giorni scorsi ho scritto ad ARAP, al consorzio di bonifica, all’autorità di distretto (ex autorità di Bacino) e alla Regione per evidenziare le numerose criticità contenute nel progetto pubblicato dall’ARAP sul suo sito” spiega Augusto De Sanctis, rappresentante del Forum H2O. “In particolare, stigmatizziamo l’assenza di un bilancio idrico chiaro pre e post intervento. Fatto grave, visto che si devono spendere 50 milioni di euro di fondi pubblici”.

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“Il progetto” dichiara De Sanctis “si fonda su captazioni di acque superficiali per oltre 2.000 l/s, dal Giovenco (600 l/s) a monte di Pescina, e dalle sorgenti Boccione (600 litri/secondo) e Restina (800 l/s), oltre che al troppo pieno di Ortucchio. Il tutto prevedendo più del raddoppio dei fabbisogni idrici per ettaro che erano stati previsti nel poderoso studio della società Beta Studio, pagato lautamente dalla collettività, e senza considerare adeguatamente l’impatto dei cambiamenti climatici sia sulla disponibilità idrica sia sulla necessità di puntare su colture meno idro-esigenti”.

“Tra l’altro, il fiume Giovenco è classificato in stato “pessimo” dall’ARTA, per cui dovremmo diminuire le pressioni, come le captazioni; certo non perpetuarle o addirittura appesantirle” continua De Sanctis. “Anche sulla procedura esprimiamo molti dubbi, visto che senza una chiara motivazione è stato cambiato l’ordine delle priorità nella serie degli interventi originariamente previsti e, soprattutto, senza alcuna preliminare valutazione di incidenza ambientale si mantiene, seppur come futuro stralcio, la folle idea di realizzare il bacino di Amplero, in pieno sito di interesse comunitario. Infine, al di là di quest’ultimo futuribile intervento, abbiamo fatto notare che comunque su questo primo stralcio serve la valutazione di impatto ambientale, con l’auspicio che le scelte siano veramente improntate alla sostenibilità ambientale e fondate su un approfondito esame della disponibilità idrica attuale futura. Altrimenti si farà un pessimo servizio in primis all’agricoltura oltre che all’ambiente” conclude De Sanctis.

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