Avezzano. Sabato 16 maggio, alle ore 11, la pineta di Avezzano ospiterà “Crateri”, una performance di danza e poesia interpretata da Beatrice Gatti e Michela Nicolai, con la cura e la regia di Alessio De Stefano e Michela Nicolai.
Pensato per dialogare profondamente con lo spazio naturale della Pineta, Crateri nasce dall’incontro tra linguaggio del corpo, parola poetica e memoria dei luoghi. La performance intende valorizzare la suggestione di uno spazio che custodisce una storia stratificata, fatta di assenze, tracce e ricordi ancora vivi. “Cosa resta di quel passato che fatichiamo a ricordare e che ora sembra condannarci a un inesorabile ritorno?” È da questa domanda che prende forma il lavoro artistico, che prova a interrogarsi sull’eredità lasciata da esperienze traumatiche come la guerra. L’abbandono della propria casa, la vita sotto le bombe, la perdita definitiva di persone, luoghi e memorie. Crateri vuole attraversare queste ferite e riannodare fili rimasti sospesi. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Piccola biblioteca marsicana e Appennini for All, tour operator inclusivo d’eccellenza, due realtà che dal 2021 portano avanti una sinergia attiva nell’organizzazione di eventi e giornate culturali nella Pineta di Avezzano. Tra queste, la partecipatissima passeggiata organizzata in occasione dell’ultima Giornata Nazionale dei Sordi.
Proprio da queste attività è partito lo stimolo per la creazione del Centro di Documentazione Online sul Campo di Concentramento di Avezzano, progetto della Piccola Biblioteca Marsicana nato nel 2025 con l’obiettivo di custodire e tramandare la memoria dell’ex campo di internamento per prigionieri di guerra P.G. 91 attraverso una piattaforma web aperta alla partecipazione e alla memoria collettiva: www.concentramentoavezzano.it Nel suo primo anno di attività, il Centro ha promosso lo spettacolo Storie dal Campo, realizzato in collaborazione con Teatro Lanciavicchio, e ha collaborato con Annu Palakunnathu Matthew, artista e docente dell’Università del Rhode Island che ha dedicato la propria ricerca alle vicende dei soldati indiani salvati dalle famiglie marsicane durante la Seconda guerra mondiale. Grazie a questo lavoro di ricostruzione storica, diverse famiglie discendenti dei soldati indiani sono già arrivate in Abruzzo per conoscere i luoghi in cui i loro padri e nonni vissero il rischio della fuga e della clandestinità durante l’occupazione nazifascista. Crateri si inserisce così in un percorso più ampio di ricerca e restituzione pubblica della memoria, trasformando la Pineta di Avezzano in uno spazio di incontro tra arte, storia e comunità. Info e prenotazioni: [email protected]



