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Piana del Cavaliere-Alto Liri, svolta da 10 milioni: via libera al piano che cambia i servizi nei territori interni

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
14 Aprile 2026
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L’Aquila. La Strategia nazionale per le aree interne segna un passo decisivo per l’Abruzzo, con il via libera in Cabina di regia nazionale a interventi concreti che rilanciano i territori montani e periferici. Al centro dell’attenzione, per la zona della Marsica, la Piana del Cavaliere – Alto Liri, che ottiene una dotazione complessiva di oltre 10 milioni di euro nell’ambito della programmazione 2021-2027, destinata a rafforzare servizi essenziali, infrastrutture e qualità della vita per una comunità di circa 19 mila abitanti distribuiti in dieci comuni.

 

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A renderlo noto è il vicepresidente dell’Unione delle Province d’Italia (UPI) e presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, che questa mattina ha partecipato alla Cabina di regia, riunita a Palazzo Chigi, insieme all’assessore regionale al ramo, Mario Quaglieri, in rappresentanza della Regione Abruzzo.

Nel dettaglio, sono due le aree interessate: Piana del Cavaliere – Alto Liri, con un investimento pari a 10.186.188 euro, e Valle del Sagittario – Alto Sangro, con 9.847.182 euro. Le risorse derivano da una combinazione di fondi nazionali e cofinanziamento europeo nell’ambito della programmazione 2021-2027 della Strategia nazionale per le aree interne (Snai), con una quota nazionale pari a 4 milioni di euro per ciascuna area.

“Si tratta di un passaggio concreto – ha dichiarato Caruso – che riconosce il lavoro costruito sui territori e apre una fase operativa fatta di interventi reali e risorse certe per le comunità locali”. Le due strategie riguardano territori montani e a bassa densità abitativa: 10 comuni per la Piana del Cavaliere – Alto Liri (circa 19 mila abitanti) e 13 comuni per la Valle del Sagittario – Alto Sangro (oltre 11 mila abitanti), caratterizzati da una forte incidenza di aree periferiche e ultra-periferiche.

Nel caso della Piana del Cavaliere – Alto Liri, la strategia ha già ottenuto esito positivo dell’istruttoria tecnica, risultando coerente con il Piano strategico nazionale aree interne. Il programma prevede interventi per 4 milioni di euro di risorse nazionali, articolati su servizi essenziali e infrastrutture locali: sanità territoriale (infermieri di comunità ed emergenza-urgenza), assistenza domiciliare, servizi per la disabilità, mobilità, rafforzamento dei servizi di prossimità, oltre a interventi diffusi sull’edilizia scolastica e sugli spazi pubblici nei comuni dell’area.

Analogamente, la strategia per la Valle del Sagittario – Alto Sangro prevede un pacchetto di interventi finanziati con 4 milioni di euro di risorse nazionali, con un’attenzione particolare al rafforzamento dei servizi sanitari, alla mobilità d’area, all’offerta educativa e alla valorizzazione del territorio. Tra gli interventi principali figurano il potenziamento dell’emergenza-urgenza, lo sviluppo della medicina territoriale, sistemi di mobilità integrata, servizi per le comunità locali e azioni a sostegno del sistema scolastico.

“Entrambe le strategie – ha precisato Caruso – si fondano su un modello di governance strutturato, con strumenti di coordinamento e gestione dell’attuazione, finalizzati a garantire efficacia degli interventi e continuità nella programmazione”. In questo quadro, UPI ha ribadito in Cabina di regia la necessità di rafforzare una governance di area vasta, indicando nelle Province il livello istituzionale più idoneo a garantire coordinamento, capacità progettuale e attuazione degli interventi, soprattutto nei territori più complessi. “La sfida – ha concluso Caruso – è trasformare queste risorse in risultati concreti. Servono programmazione, capacità amministrativa e una regia forte: le Province possono essere il punto di raccordo, con funzione di ‘cerniera’ tra Comuni, Regione e Stato”.

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