Avezzano. Punti di forza nella “elevata qualità ambientale e paesaggistica”, nella “ricchezza del patrimonio naturalistico e culturale, nelle “produzioni agroalimentari identitarie e nelle opportunità connesse al turismo esperienziale, al benessere e alla valorizzazione delle aree interne”. Fattori di criticità da superare invece nella “frammentazione dell’offerta”, nelle “difficoltà di accesso ai mercati”, nello “spopolamento” e nella “necessità di rafforzare le attività di promozione e commercializzazione”.
Sono questi le potenzialità positive e i fattori di rischio che caratterizzano l’area protetta del Parco regionale Sirente Velino emersi dall’analisi “swot territoriale”, illustrata nei giorni scorsi in una riunione operativa nella sala conferenze del Comune di Avezzano.
È il primo documento strategico, realizzato dalla società Bio verde Abruzzo di Chieti, utile a supportare il percorso del progetto “Sapori e Benessere del Velino Sirente”, che prevede una pluralità di azioni finalizzate alla valorizzazione e al potenziamento delle filiere agroalimentari locali, in primis quelle del miele e del tartufo, del turismo esperienziale, dell’offerta di benessere e sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica applicata alla commercializzazione dei prodotti territoriali.
Il progetto è stato promosso e sarà attuato dal Parco naturale regionale Sirente Velino, di cui è presidente Francesco D’Amore. La proposta del Parco è stata finanziata dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, di cui è sottosegretario l’aquilano Luigi D’Eramo. L’attuazione operativa è stata affidata al Distretto Biologico Decumano Maximo d’Abruzzo, di cui è presidente il professor Francesco Di Girolamo.
Responsabile unico del progetto (Rup) è Igino Chiuchiarelli, direttore del Parco, la gestione delle procedure operative e la rendicontazione delle attività sono state affidata alla società Agrilogos – Saperi per l’Agricoltura Stp, di Todi, in provincia di Perugia, nella persona di Massimo Lucaroni.
All’incontro hanno preso parte il direttore Chiucchiarelli, il consulente Lucaroni, per il Distretto biologico Decumano Maximo d’Abruzzo c’erano il vice presidente Sandro Bucciarelli, che è anche presidente di Bio verde Abruzzo, e i componenti Donato Silveri, Suzanna D’Angelo e Massimo Cicone. E ancora i consulenti di Bio Verde Abruzzo Jennifer Baglioni e Francesco Gioia che hanno realizzato la ricerca.
Spiega il presidente D’Amore: “l’incontro ha confermato la volontà condivisa di costruire un percorso partecipato di sviluppo territoriale, su basi certe e scientifiche, capace di valorizzare le risorse ambientali, produttive e culturali del Sirente Velino attraverso un modello innovativo che integri natura, benessere, produzioni tipiche, turismo sostenibile e coinvolgimento delle giovani generazioni. Le attività previste dal progetto comprendono azioni di analisi territoriale, coinvolgimento degli stakeholder, sviluppo delle filiere produttive, laboratori di trasformazione, strumenti digitali innovativi e percorsi integrati tra natura, gusto e benessere”.
La bozza presentata è tuttavia soltanto il primo passo di un percorso più ampio. Nei prossimi mesi seguirà infatti una fase di approfondimento e validazione dell’analisi attraverso attività di monitoraggio territoriale, raccolta dati, censimento delle risorse locali e confronto diretto con gli operatori e le comunità interessate.
Ad effettuare il primo completo censimento degli operatori dei settori della tartuficoltura, saranno in estate gli studenti dell’Istituto Agrario “Arrigo Serpieri” di Pratola Peligna, in provincia dell’Aquila, grazie ad un percorso di alternanza scuola – lavoro.
“L’analisi Swot costituisce uno strumento di pianificazione ampiamente utilizzato nei processi di sviluppo territoriale e consente di effettuare una lettura approfondita e condivisa del contesto di riferimento – spiega Lucaroni -, attraverso l’individuazione dei punti di forza (strengths), dei punti di debolezza (weaknesses), delle opportunità (opportunities) e delle minacce (threats) che caratterizzano il territorio. Non si tratta di un documento contenente decisioni già assunte, ma di una vera e propria “radiografia” del territorio che permette di comprenderne risorse, criticità, potenzialità e rischi, costituendo la base conoscitiva indispensabile per orientare le future scelte strategiche e operative”.




