L’Aquila. Il mondo sindacale e quello politico si sono uniti per dire no all’aumento delle tasse in Abruzzo. Dopo l’occupazione dell’aula del Consiglio regionale da parte dei consiglieri di opposizione appartenenti a Pd, M5s, Avs, Azione, Riformisti e alla lista civica Abruzzo Insieme, sotto la guida di Luciano D’Amico e della coalizione Patto per l’Abruzzo, la protesta si è estesa anche all’esterno dell’Emiciclo, dove centinaia di manifestanti si sono radunati per esprimere il proprio dissenso.
Al centro della contestazione vi è l’aumento dell’addizionale Irpef, strutturato per fasce di reddito, introdotto per far fronte al disavanzo della sanità regionale, che per il 2024 ammonta a 180 milioni di euro, ridotti a 90 grazie all’accantonamento delle Asl. Un provvedimento che ha sollevato forti critiche da parte delle forze di opposizione e delle sigle sindacali, che denunciano un ulteriore aggravio economico per cittadini e imprese.
Il sit-in di protesta, inizialmente previsto all’esterno, si è successivamente spostato all’interno dell’aula del Consiglio regionale, minacciando di compromettere la regolare seduta spostata per ora alle 15 ma non ancora iniziata. La tensione resta alta, con i manifestanti decisi a proseguire la mobilitazione fino a quando non verranno ascoltate le loro istanze.
I rappresentanti sindacali hanno ribadito la necessità di trovare soluzioni alternative per coprire il deficit sanitario, evitando di scaricare il peso della manovra fiscale sui contribuenti già provati dalla crisi economica. Anche i consiglieri di opposizione hanno annunciato battaglia, dichiarando che continueranno a opporsi a quello che definiscono un provvedimento ingiusto e dannoso per la popolazione abruzzese.
Resta ora da vedere come evolverà la situazione nelle prossime ore e se il Consiglio regionale riuscirà a proseguire i lavori nonostante la forte mobilitazione in corso.