Continua lo scontro politico sull’elezione della commissione vigilanza. Il consigliere Alessio Cesareo contesta duramente l’assegnazione dell’organismo di garanzia. Per l’esponente di minoranza la presidenza è finita di fatto nelle mani della coalizione di governo. Cesareo accusa apertamente il sindaco Gianni Di Pangrazio e il consigliere Carlo Genovesi di aver orchestrato una farsa.
Non si placano le polemiche sulla presidenza andata alla consigliera Anna Paolini. Secondo Cesareo non è stata rispettata la parola data. Per Genovesi, invece, l’opposizione si è spaccata.
“Ai cittadini preme conoscere perché un organismo di vigilanza sia affidato alla maggioranza e non all’opposizione”, ha spiegato Cesareo. “Il 29 giugno la minoranza si è riunita in Comune. In quella sede abbiamo concordato all’unanimità le candidature per le diverse commissioni. Per la vigilanza è stato condiviso il mio nome. C’era l’accordo che nessun altro componente dell’opposizione avrebbe accettato una nomina diversa. Di questo è stato redatto un atto scritto. Il 2 luglio sono stato ricevuto dal sindaco insieme al consigliere Massimo Verrecchia. Abbiamo assicurato la convergenza sull’elezione del presidente del consiglio comunale. Subito dopo abbiamo ufficializzato la mia candidatura per la commissione di vigilanza. Il sindaco era al corrente dell’espressa rinuncia degli altri consiglieri”. Successivamente la minoranza ha chiesto al presidente Domenico Di Berardino di riunire la vigilanza. L’invito ufficiale è arrivato solo il 30 luglio per la seduta del 3 agosto.
“L’organismo è stato convocato solo dopo un accordo preventivo”, ha proseguito il consigliere. “Il 29 luglio il suggeritore ha trovato l’intesa con il consigliere di minoranza poi eletto presidente. Da quel momento la collega si è adoperata telefonicamente per manifestare la propria candidatura. Il 3 agosto è andata in scena la farsa delle elezioni già concordate. I consiglieri presenti erano incaricati di votare al sicuro, creando però scompiglio”. Cesareo attende ora una smentita ufficiale dal sindaco. “Durante il nostro incontro aveva garantito l’astensione dei consiglieri di maggioranza. Ha omesso invece la faziosità manifestata a chiare lettere dalla sua parte politica”.
All’indirizzo del consigliere Genovesi, l’ex questore cita Seneca: “Chi non sa tacere non sa parlare”. “È necessario chiarire le idee ai cittadini e non confonderle come sta facendo Genovesi”, ha aggiunto Cesareo. “Racconta tra l’altro che Paolini avrebbe votato per il sottoscritto. La candidatura di Paolini riguardava solo se stessa e la sua compagine politica. Questa forza ha raccolto una manciata di voti alle ultime amministrative. L’elezione è giunta dopo svariati giorni in cui il presidente del consiglio cercava una data favorevole alla maggioranza”.
Cesareo ha concluso il suo intervento allontanando questioni personali. “Da parte mia non c’è nessun rammarico e nessuna delusione. Sento soltanto la necessità di informare i cittadini della meschinità e della pochezza degli accordi raggiunti dalla maggioranza. Non vivo di pretese o di prebende comunali. La mia presenza ora e in futuro riguarderà solo la tutela degli interessi dei cittadini onesti, ormai nauseati da questo discutibile modo di fare”.




