Avezzano. Una giornata speciale, vissuta nel segno della fede, della condivisione e della gratitudine. Ieri il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Avezzano si è trasformato in un luogo di festa e di incontro in occasione della memoria dei Santi Anna e Gioacchino, i nonni di Gesù, figure care alla tradizione cristiana e simbolo del legame tra generazioni.
Anche quest’anno, tra i corridoi e le stanze del reparto, è stata celebrata una Santa Messa che ha riunito operatori sanitari, volontari, mamme con i loro piccoli appena venuti alla luce e familiari delle pazienti. Un momento semplice ma ricco di significato, capace di unire la dimensione spirituale alla quotidianità di un luogo dove ogni giorno si rinnova il miracolo della vita.
A promuovere e accompagnare l’iniziativa è stata l’Azione Cattolica Diocesi di Avezzano, insieme al gruppo dei volontari presenti in ospedale da oltre un anno con il loro servizio nei reparti. Numerosi i volontari dell’Azione Cattolica che hanno partecipato, insieme a familiari e persone vicine alle mamme ricoverate, per condividere una preghiera e poi un momento di fraternità attorno a una tavola imbandita.
«È stata una festa della vita e della comunità – sottolinea l’Azione Cattolica Diocesi di Avezzano – un’occasione per dire grazie a chi ogni giorno si prende cura delle mamme e dei bambini, accompagnando con professionalità e umanità uno dei momenti più importanti della vita di una famiglia».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a don Michele, che ha celebrato la Santa Messa, e a tutti i medici, infermieri, ostetriche e operatori sanitari del reparto che hanno accolto con disponibilità questa iniziativa.
La giornata ha rappresentato ancora una volta il valore di un’alleanza concreta tra ospedale, volontariato e comunità: una rete fatta di presenza, ascolto e attenzione verso le persone più fragili e verso le nuove vite che iniziano il loro cammino.
«Un segno – conclude l’Azione Cattolica – di un’alleanza che continua a essere viva e che trova proprio nei luoghi della cura e dell’accoglienza il suo significato più profondo».




