Avezzano. “L’Aquila e il super-carrozzone dei rifiuti: quando la politica premia l’inefficienza e punisce i virtuosi”. Con queste parole Umberto Di Carlo, Presidente di Tekneko e guida di Aciam, interviene con fermezza sulla situazione della gestione dei rifiuti in provincia dell’Aquila.
Al centro del dibattito c’è la mossa dell’Asm dell’Aquila che ha avviato formalmente l’iter per la fusione per incorporazione delle società a capitale pubblico Segen e Cogesa. L’intenzione è quella di creare un colosso unico provinciale puntando all’affidamento diretto in-house dei servizi per tutti i Comuni della provincia, bypassando le gare ad evidenza pubblica. Una mossa definita da Di Carlo come “una sortita muscolare che non tiene conto né della normativa vigente, né della reale volontà delle altre società coinvolte”, ricordando che “Segen non ha alcuna intenzione di farsi assorbire dal modello aquilano”.
Di Carlo, inoltre, ha criticato l’ipotesi di livellare i costi delle tariffe Tari per tutti i comuni, e ha evidenziato che “livellare le tariffe verso l’alto non significa fare giustizia sociale: significa far pagare ai cittadini virtuosi i debiti e i fallimenti gestionali altrui, annullando qualsiasi incentivo alla virtù ecologica ed economica”.
Per il Presidente di Tekneko, inoltre, “il Codice dei contratti pubblici stabilisce chiaramente che la gara pubblica è la via maestra e che l’affidamento in-house non rappresenta “un assegno in bianco, bensì un’eccezione che richiede motivazioni stringenti per evitare rischi di danno erariale e l’intervento dell’Antitrust”. Ora secondo Di Carlo i sindaci della Marsica e del Peligno saranno chiamati a decidere se “tutelare i propri bilanci e i propri cittadini che differenziano con virtuosismo, o piegarsi a un disegno egemonico che rischia di trasformare i rifiuti abruzzesi in un unico, costosissimo carrozzone pubblico”.




