Avezzano. Davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Avezzano si è svolta ieri una nuova fase del procedimento giudiziario legato alla morte di Alfredo Mosca, il 75enne avezzanese deceduto in seguito al grave incidente stradale avvenuto nel gennaio dello scorso anno lungo la strada provinciale 22 Circonfucense, nei pressi di San Vincenzo.
Nel corso dell’udienza, Samuele Jaku, 24 anni, originario del Marocco, domiciliato a Capistrello e residente in Svizzera, alla guida della Volkswagen Golf coinvolta nello scontro, assistito dall’avvocato Francesco Valentini, ha avanzato richiesta di rito abbreviato subordinato però all’esecuzione di una perizia cinematica e all’acquisizione di ulteriore documentazione tecnica. In aula era presente anche il pubblico ministero Luigi Sgambati.
Si sono costituiti parte civile i familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Mirko Salvati, insieme all’Associazione Familiari Vittime della Strada, assistita dall’avvocato Mario Flammini.
Il giudice ha rinviato l’udienza al prossimo mese di giugno, quando verrà conferito l’incarico al consulente tecnico d’ufficio. Sarà quest’ultimo a svolgere la perizia cinematica ritenuta decisiva per ricostruire con precisione la dinamica dell’impatto.
L’incidente risale alla sera del 24 gennaio 2025. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Alfredo Mosca viaggiava su una Fiat Panda insieme a un amico, diretto verso Luco dei Marsi, quando una Volkswagen Golf proveniente dalla direzione opposta avrebbe invaso improvvisamente la corsia di marcia, dando origine a un violento scontro frontale. Una terza vettura, una Maserati, sarebbe riuscita a evitare il coinvolgimento diretto nella carambola.
Le condizioni del 75enne erano apparse subito gravissime: estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco, era stato affidato alle cure del 118 e trasportato d’urgenza in ospedale, dove è poi deceduto poco dopo il ricovero a causa delle lesioni riportate. L’indagine è stata aperta con l’ipotesi di omicidio stradale.
Dai primi accertamenti tossicologici disposti dagli inquirenti era inoltre emersa la positività alla cocaina del conducente della Golf, elemento che ha inciso sull’impostazione dell’inchiesta sin dalle sue fasi iniziali.
Ora il procedimento entra in una fase tecnica cruciale: la consulenza cinematica dovrà chiarire velocità, traiettorie, punti d’urto e ogni dettaglio utile a definire con precisione le responsabilità dello schianto costato la vita ad Alfredo Mosca, conosciuto in città anche come “il Pretore”, figura molto nota ad Avezzano per la sua attività di meccanico e per il carattere espansivo. Lascia la moglie Iolanda e il figlio Vincenzo.




