Capistrello. Oltraggio alla memoria: imbrattato il Sacrario dei 33 Martiri di Capistrello alla vigilia della Liberazione.
Un gesto che ferisce la coscienza collettiva e scuote profondamente il senso civico di un’intera comunità. A Capistrello, il Sacrario dedicato ai 33 Martiri, simbolo di sacrificio, memoria e identità, è stato imbrattato in un atto di grave vilipendio proprio nei giorni che precedono la Festa della Liberazione, ricorrenza cardine della storia repubblicana italiana.
L’episodio ha suscitato sgomento e indignazione, non solo per il danno materiale arrecato al monumento situato nel piazzale della stazione, ma soprattutto per il significato profondo del luogo colpito. Quel Sacrario rappresenta il ricordo vivo di uomini che hanno pagato con la vita la conquista della libertà, ed è custode di valori che trascendono le generazioni: dignità, rispetto e democrazia.
Colpisce con particolare amarezza il tempismo del gesto, avvenuto nella settimana in cui l’Italia si prepara a celebrare la Liberazione dal nazifascismo. Un momento che dovrebbe unire nel ricordo e nella gratitudine, e che invece viene macchiato da un atto tanto insensato quanto offensivo.
Il Comune ha condannato con fermezza l’accaduto, sottolineando la gravità di un comportamento che evidenzia una preoccupante mancanza di educazione civica e consapevolezza storica. È stata immediatamente attivata la Polizia Locale, che ha avviato le procedure per la notizia di reato contro ignoti e sta analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area.
Non si tratta soltanto di un gesto vandalico: il vilipendio di un monumento, e ancor più di un Sacrario, è un reato perseguibile penalmente e può comportare l’arresto. Le autorità confidano che i responsabili vengano presto individuati, affinché rispondano delle proprie azioni davanti alla legge e, auspicabilmente, anche davanti alla propria coscienza.
Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha assicurato un intervento rapido per il ripristino del monumento, con l’obiettivo di restituire dignità a un luogo che appartiene non solo alla comunità locale, ma all’intero patrimonio morale del Paese.
Perché la memoria non può essere cancellata da un gesto vile. E perché il sacrificio dei Martiri continui a parlare alle generazioni presenti e future, ricordando che la libertà non è mai scontata, ma va custodita ogni giorno.






