Avezzano. Marsicaland continua a costruire un racconto collettivo della Marsica: dalla terra alla memoria, dall’agricoltura all’identità, fino a una nuova consapevolezza culturale e territoriale. È questa la traiettoria della terza edizione del Festival diffuso dell’agroalimentare della Marsica, in programma dal 18 al 20 settembre 2026, presentata ad Avezzano con un progetto che cresce nei numeri, nei contenuti e nella rete di soggetti coinvolti.
Il programma si sviluppa attorno ai due elementi centrali di Marsicaland: il Mercato diretto della terra, che per l’edizione 2026 si prepara ad accogliere circa 50 aziende del territorio, e il Corteo Storico dei Marsi, che amplia il proprio racconto con nuovi personaggi e nuove pagine della memoria marsicana. Due dimensioni diverse e complementari: da una parte la concretezza delle produzioni, del lavoro e delle imprese; dall’altra la storia, la memoria e la costruzione di un’identità condivisa.
Nato dal percorso avviato nel 2023, Marsicaland mette in relazione produzioni agroalimentari, cultura, ricerca, arte, spettacolo e partecipazione territoriale. Il progetto vede il sostegno e il coinvolgimento di Regione Abruzzo – Assessorato all’Agricoltura, Comune di Avezzano, Provincia dell’Aquila, Fondazione CARISPAQ, ARAP – Azienda Regionale Attività Produttive, nel ruolo di ente attuatore, e GAL Marsica – Gruppo di Azione Locale Marsica, insieme a una rete di associazioni, organizzazioni di categoria, scuole, consorzi e soggetti del mondo produttivo.
«È un progetto identitario che ha preso corpo, che ha preso piede e che vede sempre più una partecipazione dell’intera Marsica», ha sottolineato il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente. La valorizzazione del territorio, ha ricordato, passa «per l’agricoltura, per i prodotti tipici della terra, per il grande Fucino, che è un elemento identitario», con l’obiettivo di far conoscere questa terra «in maniera importante al grande pubblico nazionale e anche internazionale». Una prospettiva che, nelle parole di Imprudente, richiede tempi medio-lunghi proprio perché è anche «un’operazione culturale», fondata sulla consapevolezza della qualità dei prodotti e del sistema turistico, ambientale ed economico della Marsica.
Al centro del progetto c’è anche la capacità di costruire una dimensione comune tra territori e soggetti diversi. «Stiamo crescendo di anno in anno, quest’anno abbiamo alzato ulteriormente l’asticella», ha affermato il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, indicando tra gli obiettivi futuri anche la possibilità di dare a Marsicaland una forma giuridicamente riconosciuta, capace di garantire maggiore autonomia nella gestione. Il sindaco ha richiamato la rete di Comuni, istituti tecnici e associazioni che sta accompagnando il Festival e la necessità di «fare squadra» per rafforzare l’identità marsicana e il peso delle aree interne.
È proprio nella relazione tra memoria, appartenenza e futuro che si colloca la lettura scientifica del progetto. «L’obiettivo di Marsicaland è quello di mettere in atto una sorta di restyling culturale e sociale di questo territorio», ha spiegato Ernesto Di Renzo, antropologo dell’Università di Roma Tor Vergata e direttore scientifico del Festival. «La Marsica ha avuto momenti molto importanti dal punto di vista del protagonismo culturale e artistico» e oggi, ha aggiunto, la sfida è contribuire a un «nuovo Rinascimento di questo territorio», capace di ricostruire «un senso di appartenenza, un senso del noi, un senso di una comunità diffusa». Il traguardo è rendere le diverse comunità parte di una più forte unità storica e territoriale, in grado di accrescere il ruolo della Marsica nelle dinamiche regionali e nazionali.
La direzione artistica traduce questa visione in un racconto capace di tenere insieme i diversi linguaggi del Festival. «Le novità sono un’attenzione particolare anche al corteo, con nuove figure. Abbiamo Silone, abbiamo le vittime di Celano», ha ricordato Giuliano Montaldi, direttore artistico di Marsicaland. Montaldi ha sottolineato come il progetto non sia soltanto di Avezzano, ma rappresenti un territorio più ampio: «Siamo contenti, siamo felici che un seme abbia attecchito e pian piano tenderà a crescere. Il progetto è importante, è valido, ha le competenze e per attecchire fino in fondo ci vorrà il suo tempo». La partecipazione di centinaia di figuranti provenienti da aree diverse della Marsica, dalla Valle Roveto al Fucino e verso i territori montani, è per Montaldi la dimostrazione di una costruzione realmente collettiva.
Un segnale concreto della crescita sarà il Mercato diretto della terra. Le circa 50 aziende attese arriveranno dal Fucino, dalla Valle Roveto, da Pescasseroli e dai Piani Palentini e saranno in larga parte piccoli produttori impegnati nella produzione e nella trasformazione agro-silvo-alimentare. Il Mercato sarà uno spazio di relazione diretta tra imprese e pubblico, nel quale il prodotto diventa anche racconto del rapporto tra terra, lavoro, saperi e comunità. Sarà presente, inoltre, il GEMA con la tradizionale esposizione dedicata al patrimonio micologico marsicano.
Accanto alla dimensione produttiva, il Corteo Storico dei Marsi continua a sviluppare il racconto della storia e delle trasformazioni del territorio. Nel 2026 entrerà nel percorso Ignazio Silone, figura che ha contribuito in modo decisivo a rendere la Marsica conosciuta in Italia e nel mondo, insieme ad Antonio Berardicurti e Agostino Paris, vittime dell’eccidio di Celano del 30 aprile 1950, episodio legato alle lotte contadine e alle rivendicazioni sociali. Il Corteo si arricchirà inoltre di nuovi mezzi, oggetti e riferimenti alle trasformazioni delle pratiche agricole e della cultura materiale del Fucino.
Alla rete istituzionale e territoriale si aggiunge quest’anno con maggiore forza la Fondazione CARISPAQ. «Abbiamo messo un po’ di tempo a diventare partner di Marsicaland; l’abbiamo fatto quest’anno con forza, perché abbiamo capito meglio il progetto e pensiamo che dobbiamo essere presenti», ha dichiarato il vicepresidente della Fondazione, Pierluigi Panunzi. Una valutazione che riconosce al Festival una prospettiva di crescita nel tempo tra i grandi appuntamenti identitari della provincia. Panunzi ha richiamato in particolare il valore di una storia marsicana segnata dal terremoto, dalla guerra e dalla capacità di ricostruire una terra produttiva e importante.
La terza edizione consolida anche la proiezione di Marsicaland oltre i confini locali. Prosegue il gemellaggio con Cerealia – La festa dei cereali, festival culturale internazionale dedicato al rapporto tra cereali, alimentazione, agricoltura e culture del Mediterraneo, mentre è in fase di definizione il gemellaggio con il Dingle Food Festival, in Irlanda. Dal 2 al 4 ottobre una delegazione di Marsicaland sarà presente a Dingle con il coinvolgimento dell’Istituto Agrario “A. Serpieri” di Avezzano.
Il programma affiancherà al Mercato e al Corteo incontri dedicati alle trasformazioni del territorio. Tra gli appuntamenti è previsto “Quel che resta di noi. Il racconto della Marsica nel materiale audiovisivo dell’Istituto Luce 1920-1960”, realizzato in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata e gli istituti superiori della Marsica. Altri momenti saranno dedicati ai giovani, alle aree interne, all’agricoltura contemporanea e al rapporto tra sviluppo locale e dimensione europea. Tra le presenze già confermate figura Peppone, volto Rai di Linea Verde e Camper, che modererà uno dei confronti politico-istituzionali dedicati alle aree interne e parteciperà al taglio del nastro del Festival insieme alle autorità del territorio. Mostre, show cooking, degustazioni e appuntamenti musicali completeranno il programma.
La terza edizione prosegue così un percorso nel quale l’agroalimentare è il punto di partenza per raccontare produzioni, persone, lavoro, memoria e trasformazioni del territorio. Nelle prossime settimane saranno presentati progressivamente i singoli appuntamenti, i produttori e i nuovi protagonisti del Corteo, dando forma a un racconto che non concentra tutto in un solo momento, ma accompagna la Marsica verso l’edizione 2026.
Il progetto coinvolge inoltre Confartigianato Imprese Avezzano, Consorzio Patto Territoriale della Marsica, CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, ANCE L’Aquila, Confcommercio – Imprese per l’Italia L’Aquila, Consorzio di Tutela IGP Patata del Fùcino, CIA – Agricoltori Italiani, Istituto Argoli – Omnicomprensivo Statale, IIS “A. Serpieri”, Confindustria L’Aquila – Abruzzo Interno, Confagricoltura e Cerealia.



