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Maria Goretti, dodici anni per lasciare una traccia eterna: il messaggio del Vescovo a San Benedetto dei Marsi

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
31 Agosto 2026
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San Benedetto dei Marsi. Un pomeriggio di intensa fede e partecipazione popolare ha accompagnato sabato San Benedetto dei Marsi nella celebrazione della festa patronale dedicata a Santa Maria Goretti. Un appuntamento particolarmente significativo, reso ancora più solenne dall’arrivo della reliquia della giovane Santa, giunta da Corinaldo nel segno di una tradizione che da oltre settant’anni unisce le due comunità.

La reliquia è stata accompagnata nel tradizionale corteo di motociclette e portata dal Rettore del Santuario di Santa Maria Goretti, don Luigi Imperio. Alle porte del paese, ad attenderla, c’erano il Vescovo Giovanni, numerosi fedeli, rappresentanti delle istituzioni e delle autorità civili e militari.

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Dopo il momento dell’accoglienza, la reliquia è stata accompagnata in processione fino alla parrocchia di San Benedetto Martire, dove si è svolta la solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo Giovanni e concelebrata dal parroco don Enzo Massotti, dal Rettore don Luigi Imperio e da altri sacerdoti.

Alla celebrazione hanno preso parte il Sindaco di San Benedetto dei Marsi, numerosi sindaci e diverse autorità, insieme a una grande partecipazione di cittadini e fedeli. Un clima di raccoglimento e preghiera ha accompagnato l’intera celebrazione.

Nell’omelia, il Vescovo Giovanni ha invitato la comunità a non guardare alla reliquia soltanto come a un ricordo del passato, ma come a una presenza capace di interrogare il presente.

Una domanda ha fatto da filo conduttore alla sua riflessione: «Tu, per che cosa stai vivendo?»

Richiamando il profeta Geremia e l’immagine del “fuoco ardente” della chiamata di Dio, il Vescovo ha ricordato come anche Maria Goretti, una ragazza povera e apparentemente senza alcuna rilevanza agli occhi del mondo, custodisse dentro di sé un fuoco che nulla riuscì a spegnere: la fede in Dio e la consapevolezza della propria dignità.

La vera grandezza, ha sottolineato, non nasce dal successo, dal denaro o dall’apparire, ma da un cuore capace di lasciarsi accendere dall’amore di Dio.

Un passaggio particolarmente forte dell’omelia è stato dedicato alla dignità della persona.

Maria Goretti, vittima della violenza a soli dodici anni, continua a testimoniare che nessun essere umano può essere posseduto, usato o umiliato. L’amore autentico non possiede, ma custodisce.

Un messaggio che il Vescovo ha definito profondamente attuale, soprattutto nelle relazioni quotidiane e nel mondo digitale, dove il rispetto della persona e dei suoi confini rappresenta una responsabilità sempre più importante.

Il cuore della riflessione è stato però il tema del perdono. Sul letto di morte, Maria Goretti scelse di perdonare Alessandro Serenelli. Un gesto che non cancella né minimizza la gravità del male subito, ma che rifiuta di permettere all’odio di avere l’ultima parola.

Per questo, ha ricordato il Vescovo, Maria Goretti non è soltanto la santa della purezza, ma “anche, e forse soprattutto, la santa del perdono”.

Il suo esempio diventa così un invito concreto a spezzare la spirale dell’odio e della vendetta, scegliendo una strada certamente difficile, ma capace di aprire alla riconciliazione e alla vita.

La lunga tradizione che lega Corinaldo e San Benedetto dei Marsi è stata riletta come un prezioso patrimonio di fede, chiamato però a trasformarsi in vita concreta. Celebrare una Santa, ha ricordato il Vescovo, non significa soltanto custodire una tradizione, ma lasciarsi provocare dalla sua testimonianza.

«La festa deve continuare dopo la festa», è stato il richiamo rivolto alla comunità.

Un invito a portare Santa Maria Goretti “nelle strade della nostra vita”: nelle famiglie, nel lavoro, nelle amicizie e soprattutto nel cuore dei giovani.

Dire con coraggio no alla violenza, alla prepotenza, all’odio, all’uso dell’altro e all’indifferenza e dire invece sì al rispetto, alla fedeltà, alla responsabilità, al perdono e a Cristo.

La giornata ha così rinnovato il profondo legame di fede e devozione tra Corinaldo e San Benedetto dei Marsi, consegnando alla comunità un messaggio semplice quanto potente: la vita non si misura soltanto dagli anni, ma dall’amore.

Maria Goretti visse appena dodici anni, ma furono sufficienti per lasciare una traccia luminosa nella storia della Chiesa e nel cuore di milioni di persone.

Al termine della celebrazione, la preghiera del Vescovo ha affidato alla Santa le famiglie, i giovani e l’intera comunità, chiedendole di insegnare a custodire la dignità di ogni persona, a dire con coraggio “no” al male, a non vergognarsi della fede e, soprattutto, a perdonare senza smettere di amare.

Una giornata di fede, dunque, ma anche una chiamata alla responsabilità. Perché il vero significato di una festa religiosa non si esaurisce al termine della celebrazione: continua nelle scelte di ogni giorno.

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