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La fede, il paese, la memoria: a Gioia dei Marsi San Michele riaccende l’anima di un’intera comunità (foto)

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
30 Settembre 2026
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Gioia dei Marsi. A Gioia dei Marsi la festa di San Michele Arcangelo ha ancora il volto autentico delle occasioni che appartengono profondamente a una comunità. Non è soltanto una ricorrenza religiosa, né semplicemente una giornata inserita nel calendario delle manifestazioni cittadine: è un appuntamento atteso, sentito, partecipato, nel quale la fede si intreccia con la memoria, le tradizioni con la vita quotidiana e le generazioni di ieri con quelle di oggi. È il giorno in cui il paese si ferma, si ritrova e riconosce nei gesti della festa una parte della propria identità.

Le celebrazioni di ieri sono iniziate già domenica scorsa con la tracciatura con i buoi del “solco dritto”, l’antico rito in onore di San Michele che rappresenta una delle espressioni più significative della cultura rurale gioiese. Una tradizione che non è stata semplicemente recuperata dal passato, ma che negli anni è stata studiata, documentata e valorizzata attraverso importanti fonti storiche, fino a ottenere un riconoscimento di carattere nazionale con l’iscrizione nel Registro nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali. Quel solco che attraversa la terra diventa così anche il simbolo di una comunità che non vuole perdere il legame con ciò che è stata e che continua a trasmettere alle nuove generazioni una memoria fatta di lavoro, fede e appartenenza.

Poi è arrivata la festa patronale, con la storica Fiera di San Michele e con il momento centrale delle celebrazioni, la solenne Santa Messa officiata da S.E. il Vescovo dei Marsi Giovanni Massaro. La sua presenza ha dato particolare rilievo alla giornata e le parole pronunciate durante l’omelia hanno offerto alla comunità importanti spunti di riflessione, riportando al centro il significato più profondo della festa: quello di una comunità che si ritrova nella fede e che, attraverso la figura del proprio Santo Patrono, rinnova un senso di appartenenza che va ben oltre la singola celebrazione.

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Al termine della Messa, la statua di San Michele ha attraversato le vie del paese accompagnata dalla solenne processione, in uno dei momenti più sentiti dell’intera giornata. A portarla sono stati i ragazzi del Gruppo di Protezione civile di Gioia, coordinati da Giovanni Riposati, mentre lungo il percorso si sono raccolti cittadini, famiglie, anziani e giovani, sacerdoti, confraternite e rappresentanti delle istituzioni. È proprio nella processione che la festa patronale mostra forse il suo volto più vero: il Santo esce dalla chiesa e attraversa il paese, mentre il paese gli cammina accanto, trasformando una tradizione religiosa in un momento collettivo di partecipazione.

Numerose le autorità presenti, a testimonianza dell’attenzione e della vicinanza verso la comunità gioiese, a partire dall’assessore regionale Mario Quaglieri, dai consiglieri regionali Massimo Verrecchia e Maria Assunta Rossi, dal presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, dal consigliere provinciale Andrea Longo e dai tanti sindaci e amministratori del territorio intervenuti alla celebrazione. Presenti anche il vicequestore Iurato, dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di Avezzano, il capitano Onori, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Avezzano, e il maresciallo aiutante Baldini, comandante della Stazione dei Carabinieri di Gioia. Una presenza che il sindaco Gianluca Alfonsi ha voluto leggere non come una semplice partecipazione istituzionale, ma come un segnale concreto di rispetto verso una tradizione e verso la storia della comunità: «Non sono stati semplici figuranti, ma istituzioni partecipi, attente e rispettose di una tradizione di fede e della storia della nostra comunità».

A rendere ancora più significativo il momento sono state le numerose confraternite e compagnie arrivate anche dai centri vicini. La Compagnia della Madonna della Libera, la Compagnia della Madonna delle Grazie di Gioia, quella di San Nicola di Sperone e la Compagnia della Santissima Trinità di Casali di Aschi hanno condiviso la celebrazione con la comunità gioiese, mentre la Confraternita della Madonna di Candelecchia e la Compagnia della Santissima Trinità di Trasacco hanno onorato San Michele con la loro presenza. Un incontro tra comunità che ha dato alla festa una dimensione ancora più ampia, mostrando come la devozione popolare continui a creare legami che attraversano i confini dei singoli paesi.

Dietro la riuscita della festa c’è stato poi il lavoro di tante persone, spesso lontano dai riflettori. Il Comitato festeggiamenti, presieduto dal cavalier Francesco Longo, ha curato l’organizzazione con grande attenzione, mettendo tempo ed energie a disposizione della comunità, mentre l’associazione Arte con Gioia, guidata dalla presidente Annamaria Fazi, ha contribuito a rendere ancora più belle le vie del paese attraverso gli splendidi lavori all’uncinetto che hanno ormai assunto un posto particolare nell’immagine di Gioia dei Marsi. Importante anche il lavoro condiviso con il parroco don Giuseppe e con tutti i sacerdoti intervenuti, così come quello dei volontari e di quanti, in modo spesso discreto, hanno contribuito affinché ogni momento della festa potesse svolgersi nel migliore dei modi.

La giornata si è conclusa con la musica nella splendida chiesa parrocchiale, dove la pluripremiata Banda di Ailano, diretta dal maestro Massafra, ha offerto il concerto in onore del Santo Patrono. Un momento diverso, ma perfettamente inserito nel clima della giornata, perché anche la musica, come la preghiera e la processione, è diventata parte di una celebrazione che ha saputo mettere insieme la dimensione religiosa e quella culturale, il raccoglimento e la festa.

E, alla fine, rimane soprattutto la partecipazione dei cittadini. Il contributo economico, la presenza, il lavoro, la disponibilità e l’impegno di tanti hanno permesso ancora una volta a questa tradizione di vivere e di rinnovarsi. È questo, probabilmente, l’aspetto più importante della festa di San Michele: non ciò che si vede soltanto nelle ore della celebrazione, ma tutto quello che una comunità riesce a costruire prima e durante quei giorni perché una storia antica possa continuare a essere raccontata.

Il sindaco Gianluca Alfonsi, al termine delle celebrazioni, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della festa, dalle istituzioni ai volontari, dalle associazioni alle confraternite, fino ai cittadini, affidando alla conclusione un sentimento che racchiude il senso di queste giornate: «Gioia, ancora una volta, si è dimostrata all’altezza della situazione, grazie, grazie e ancora grazie. Fiero e orgoglioso di quello che siamo».

Ed è proprio quel “siamo” a racchiudere il significato più autentico della festa patronale. Perché San Michele, a Gioia dei Marsi, non è soltanto una statua portata in processione, una Messa solenne o una tradizione da ripetere ogni anno. È il momento in cui una comunità torna a riconoscersi, ritrova nelle proprie radici una parte importante della propria identità e dimostra che il passato, quando viene custodito con consapevolezza, non è qualcosa che resta indietro, ma può continuare a camminare insieme al presente.

E così, ancora una volta, il solco è stato tracciato. Nella terra, ma anche nella memoria di Gioia dei Marsi.

Tags: Gioia dei Marsi
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