Avezzano. L’avvocato Salvatore Braghini, cassazionista del Foro di Avezzano, dirigente della Gilda Insegnanti, professore di Discipline Giuridiche ed Economiche, pubblicista, già presidente regionale dell’associazione “Antigone”, ha espresso forte preoccupazione per la permanenza in carica del Difensore civico regionale dell’Abruzzo, Umberto Di Primio, nonostante una recente condanna della Corte dei conti con una sanzione pecuniaria di 22mila euro.
Secondo Braghini, la vicenda solleva non solo questioni giuridiche ma soprattutto etiche e di opportunità istituzionale, in quanto il ruolo del Difensore civico richiede elevati standard di indipendenza, trasparenza e credibilità. La permanenza nell’incarico, afferma, rischierebbe di compromettere la fiducia dei cittadini nell’istituzione.
Pur richiamando il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, Braghini sottolinea come i tempi della giustizia non coincidano con quelli della politica e come, in casi simili, sarebbero opportune dimissioni spontanee per ragioni di correttezza istituzionale.
Nel suo intervento, l’avvocato critica inoltre la modalità di nomina delle autorità di garanzia, ritenute spesso frutto di logiche politiche piuttosto che di criteri di merito e competenza, richiamando la necessità di riformare il sistema per garantire maggiore indipendenza e qualità nella selezione.
Infine, Braghini auspica un intervento del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, affinché chiarisca la posizione dell’ente sulla vicenda, sottolineando come un segnale politico potrebbe contribuire a ristabilire la credibilità della figura del Difensore civico e delle istituzioni regionali nel loro complesso.
“Desidero esprimere la mia profonda preoccupazione riguardo alla condotta del Difensore Civico regionale, l’avv. Umberto Di Primio, che, nonostante la condanna inflittagli dalla Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Regione Abruzzo, con una sanzione pecuniaria di 22mila euro, persiste nel mantenere il suo incarico. Il ruolo del Difensore Civico è cruciale per la tutela dei diritti dei cittadini e richiede un livello di integrità e responsabilità che, in questo momento, appare compromesso”. Ha spiegato l’avvocato Braghini.
“Il Difensore Civico ha il compito di proteggere i diritti fondamentali dei cittadini, fungendo da intermediario tra questi e le istituzioni. La sua permanenza in carica, nonostante la condanna, mina la fiducia del pubblico e la legittimità del suo operato. È fondamentale che chi ricopre una carica così delicata non solo rispetti la legge, ma anche i principi etici che ne governano l’operato.
Sebbene la presunzione di innocenza debba essere rispettata fino ad una (eventuale) condanna definitiva, è innegabile che i tempi della giustizia non sempre coincidano con quelli della politica. La decisione di rimanere in carica, in un contesto di condanne per conclamate responsabilità amministrative nel ruolo di primo cittadino, non è solo una questione legale, ma anche e, direi, soprattutto etica. Un gesto di correttezza istituzionale impone che, in situazioni come questa, il Difensore Civico si dimetta per ragioni di evidente opportunità. La missione del Difensore Civico deve essere quella di servire i cittadini, non di mantenere posizioni di potere a ogni costo.
Questa resistenza alle dimissioni è emblematicamente il risultato, a mio modesto parere, della politicizzazione delle nomine, da me già stigmatizzata all’indomani dell’elezione proprio dell’avv. Di Primio.
Gli incarichi di Difensore Civico e di altre figure indipendenti, come quella delle varie figure di Garante, sono purtroppo oggetto di spartizione politica alla stregua delle altre nomine, piuttosto che di una selezione basata su competenze e merito. Se le cariche pubbliche, ed in particolare per ricoprire il ruolo nell’ambito di amministrazioni indipendenti, venissero attribuite in base a criteri di professionalità e integrità piuttosto che a logiche di partito consultando il “manuale Cencelli”, assisteremmo a un cambiamento significativo nella qualità del servizio pubblico e dell’autorevolezza dei candidati eletti.
Il Difensore Civico ha un ruolo fondamentale nella promozione della trasparenza nelle istituzioni pubbliche. Facilita l’accesso alle informazioni, monitora le attività istituzionali, e raccoglie segnalazioni dai cittadini riguardanti disservizi o comportamenti scorretti. Inoltre, elabora rapporti periodici e raccomandazioni per migliorare la trasparenza e l’efficienza delle amministrazioni pubbliche. È essenziale che questa funzione venga svolta da qualcuno che goda di un’ampia legittimità e rispetto, qualità che attualmente sono in discussione.
In questo contesto, mi chiedo cosa ne pensi il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Qual è la sua posizione su questo tema? La domanda sorge spontanea alla luce dell’iniziativa, senza precedenti, della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha pubblicamente “suggerito” alla ministra Daniela Santanché di dimettersi. Forse, un intervento del governatore potrebbe sortire lo stesso effetto. È auspicabile che non ce ne sia bisogno, ma estrema ratio, attendiamo fiduciosi gli sviluppi, poiché è fondamentale che le autorità politiche si esprimano chiaramente in merito a situazioni che minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Un intervento deciso potrebbe contribuire a ristabilire la credibilità del Difensore Civico e dell’intero sistema.
Non possiamo permetterci di assistere a resistenze ingiustificate in cariche così rilevanti. È tempo di un gesto di responsabilità da parte di chi ricopre ruoli pubblici. La missione del Difensore Civico deve essere quella di servire i cittadini, non di mantenere posizioni di potere a ogni costo. È opportuno avviare un dibattito su come riformare il sistema di nomine per garantire maggiore trasparenza e rappresentatività. Promuovere una cultura in cui la responsabilità etica è al centro delle cariche pubbliche è fondamentale per il rafforzamento della democrazia.
Confido che queste riflessioni possano stimolare un dibattito costruttivo su temi così rilevanti e soprattutto contribuiscano a fare chiarezza in una situazione di inerzia inaccettabile, che lede così gravemente il prestigio e l’importanza della funzione del Difensore Civico”.




