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Il LIFE Bear-Smart Corridors si conclude, con una grande conferenza finale

A Pescasseroli oltre 150 persone hanno partecipato all’evento conclusivo di un progetto che, negli ultimi cinque anni, ha visto insieme aree protette, comuni, associazioni, imprese, enti e comunità locali, tanto in Appennino centrale quanto in Grecia del nord, per porre solide basi a un futuro in cui uomini e orsi possano coesistere pacificamente a lungo termine.

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
26 Settembre 2026
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Pescasseroli. Domenica 20 settembre, a Pescasseroli, nell’ambito della prestigiosa cornice della conferenza internazionale sugli orsi dell’IBA – International Association for Bear Research and Management, si è tenuto l’evento conclusivo del progetto LIFE Bear-Smart Corridors.

È stata una mattinata ricca di emozioni, perché ha permesso di raccontare cinque anni di lavoro e fare il punto su un percorso complesso, fatto di risultati, difficoltà, tentativi e crescita collettiva. Un progetto LIFE Natura nato per contribuire alla conservazione dell’orso bruno marsicano, scegliendo la priorità di farlo partendo dalle persone che con l’orso condividono ogni giorno spazi e territori.

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Per la prima volta, la tutela dell’orso ha posto così fortemente al centro anche le comunità locali, con i loro bisogni, le loro attività e le loro aspettative. La parola chiave di questa iniziativa – semplice da pronunciare, molto meno da costruire – è sempre stata coesistenza.

Il cuore del progetto sono state le Bear-Smart Communities, Comunità a Misura d’Orso, e i loro Comitati: persone che rappresentano interessi economici e sociali diversi e che hanno scelto di incontrarsi in uno spazio comune di confronto. Non per eliminare necessariamente il conflitto, ma innanzitutto per imparare ad affrontarlo, costruendo nel tempo un linguaggio e una responsabilità condivisi.

Interventi e risultati

In cinque anni sono state costituite 16 Comunità a Misura d’Orso in Appennino centrale e realizzate numerose azioni concrete di prevenzione e mitigazione dei conflitti uomo-orso: messa in sicurezza di 27 vasche, distribuzione di oltre 700 misure di prevenzione dei danni tra recinzioni elettrificate, pollai e cancelli a prova d’orso, installazione di più di 150 cassonetti a prova d’orso, rimozione di 82mila metri di filo spinato abbandonato in montagna, 90 interventi rapidi (Bear Intervention Unit) per ridurre i conflitti uomo-orso, attività educative che hanno coinvolto oltre 1.000 giovani e di animazione delle comunità, come per esempio la performance teatrale “Condominio selvaggio”. Tutti questi numeri sono andati ben oltre gli obiettivi previsti a inizio progetto, come ha specificato Mario Cipollone, Direttore di Rewilding Apennines, il quale ha presentato le azioni e i risultati del progetto LIFE Bear-Smart Corridors. 

Spyros Psaroudas, Direttore di Callisto, ONG che lavora in Grecia per la tutela dell’orso bruno, analogamente ha presentato i risultati del progetto nell’area greca.

Valerio Reale di Rewilding Apennines e Antonio Di Nunzio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise hanno approfondito il contesto socio-economico delle Comunità a misura d’orso appenniniche, la governance e il ruolo centrale dei comitati locali. Inoltre, hanno evidenziato come uno dei punti di forza del progetto sia stata la capacità di costruire una rete tra istituzioni, aree protette, amministrazioni locali, 

 

mondo scientifico e associazioni. Competenze e approcci diversi sono stati impiegati su uno stesso obiettivo, dimostrando quanto la conservazione dell’orso e la gestione della coesistenza richiedano responsabilità condivise e una collaborazione stabile tra soggetti diversi. 

Inoltre, si è tenuta una tavola rotonda insieme a diversi rappresentanti dei comitati delle Comunità a Misura d’Orso, moderata da Daniela D’Amico del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per condividere la diversità delle esperienze di impegno locale, gli aspetti positivi, le difficoltà e le prospettive future della coesistenza uomo-orso. Gli invitati hanno raccontato quanto il confronto abbia permesso di conoscere meglio esigenze e criticità di categorie diverse presenti nello stesso paese. Sedersi allo stesso tavolo, ascoltarsi e guardare insieme il proprio territorio attraverso le mappe ha significato iniziare a leggerlo in modo diverso e più consapevole, con l’obiettivo poi di identificare potenziali rischi di danno o interazione con orsi. Sul palco hanno partecipato i rappresentanti di Campoli Appennino (FR), Lecce dei Marsi (AQ), Gioia dei Marsi (AQ), Morino (AQ), Ortona dei Marsi (AQ), Pettorano sul Gizio (AQ), Pizzone (IS), Scanno (AQ), Vastogirardi (IS) e Villetta Barrea (AQ).

Sono seguiti altri due dibattiti con portatori di interessi. Il primo coordinato da Luciano Sammarone, direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e Valerio Reale, Enterprise Manager di Rewilding Apennines, sul futuro dell’orso marsicano, alla ricerca di un equilibrio tra l’espansione dell’areale e la sostenibilità economica. Il secondo moderato da Valeria Barbi, giornalista ambientale e responsabile della comunicazione di Salviamo l’Orso, sulle politiche di conservazione dell’orso.

Riconoscimenti internazionali e relazioni durevoli

L’esperienza delle Bear-Smart Communities e il lavoro svolto con i Comitati sono stati presentati anche durante la seconda giornata della conferenza IBA – International Association for Bear Research and Management, martedì 22, dove l’approccio adottato ha ricevuto un riscontro molto positivo, soprattutto per aver posto le comunità locali al centro dei processi di coesistenza e averle rese parte integrante delle strategie di conservazione.

Un passaggio importante per il futuro sarà anche il riconoscimento formale delle Bear-Smart Communities da parte delle istituzioni, affinché il modello sperimentato in questi anni possa entrare stabilmente nelle politiche di gestione e conservazione del territorio, trovando strumenti, responsabilità e risorse capaci di garantirne continuità nel tempo.

Un grazie va a tutte le persone che in questi cinque anni hanno lavorato al progetto, mettendo a disposizione competenze, tempo, passione e capacità di confronto: partner, istituzioni, associazioni, amministrazioni, tecnici, volontari e soprattutto le persone delle comunità che hanno scelto di mettersi in gioco.

La conclusione del LIFE Bear-Smart Corridors non rappresenta però la fine del percorso. Il progetto si chiude, ma restano le relazioni costruite, le competenze acquisite, gli strumenti sperimentati e soprattutto una maggiore capacità delle comunità di affrontare insieme le sfide future.

Nei prossimi anni sarà importante mantenere vivo ciò che è stato costruito e, dove possibile, replicare il “modello” delle Comunità a Misura d’Orso nei nuovi territori interessati dall’espansione dell’orso, perché il futuro dell’orso marsicano e quello delle comunità dell’Appennino centrale si costruiscono insieme.

Il LIFE Bear-Smart Corridors finisce. Il percorso delle Comunità a Misura d’Orso, invece, è appena cominciato.

 

Tags: abruzzo
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