Tagliacozzo. Prende il via sabato 2 maggio, alle ore 21:00, presso il Teatro Talia di Tagliacozzo, la rassegna CONNESSIONI 2026 – La forza gentile, organizzata dall’Associazione Amici del Festival.
Il filo conduttore di questa edizione è il ruolo delle donne nella società: una scelta che attraversa l’intera rassegna, dagli spettacoli teatrali agli appuntamenti letterari, intrecciando storie lontane nel tempo e nello spazio ma unite da una stessa domanda: quanto spazio hanno le donne nel mondo, e quanto ancora resta da conquistare.
Si comincia il 2 maggio con “Madame Curie. L’Elogio dell’invisibile”, produzione del Teatro Lanciavicchio in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo. Lo spettacolo, scritto e interpretato da Stefania Evandro con Alberto Santucci, con le musiche originali di Giuseppe Morgante – eseguite dal vivo insieme a Germana Rossi – e la regia di Antonio Silvagni, racconta la vita straordinaria di Marie Sklodowska Curie: scienziata, madre, donna fuori dal comune, prima persona nella storia a ricevere due premi Nobel. Un ritratto potente e attuale, costruito attraverso quadri scenici che intrecciano passato e presente, restituendo le emozioni, la determinazione e la passione di una figura che ha contribuito a cambiare per sempre il modo in cui il mondo guarda alle donne.
Dalla scoperta della radioattività alle terapie contro i tumori, dalla lotta contro il pregiudizio di genere alle questioni ancora aperte sulla responsabilità morale della scienza: Madame Curie è uno spettacolo che parla al nostro tempo.
Nel corso dell’estate è previsto un intermezzo letterario dedicato alla presentazione di un libro di testimonianza collettiva scritto da quattro donne palestinesi a Gaza sotto l’assedio: voci che, in uno dei contesti di guerra più drammatici del nostro tempo, scelgono la parola per resistere, raccontare, esistere.
La rassegna si chiuderà a settembre con “Maja – Storie di donne dalla Majella al Gran Sasso”, spettacolo di narrazione dell’Associazione Bradamante Teatro: un viaggio attraverso le storie di donne radicate nel territorio abruzzese, tra montagne, memoria e identità.
CONNESSIONI 2026 non è solo una rassegna teatrale e culturale. L’Associazione Amici del Festival, in collaborazione con l’associazione Rindertimi, ha scelto di tradurre il tema della “forza gentile” in un atto concreto: il ricavato della vendita dei biglietti degli spettacoli in programma sarà devoluto alla Casa Famiglia “Rozalba”, gestita dalle Suore Maestre Pie Venerini a Gjader, in Albania.
La Casa Rozalba accoglie ragazze dai 10 ai 18 anni in situazioni di disagio familiare, violenza, abuso e povertà estrema, offrendo protezione, educazione e prospettive di futuro. Un luogo che vuole restituire alle giovani ospiti un ambiente caldo e sicuro, in cui i sogni possano tornare a volare e le ferite possano essere curate con pazienza e amore.
Il legame con la Marsica è profondo e antico: la missione di Gjader sorge nel territorio della Zadrima, quella stessa terra in cui operò don Antonio Sciarra, sacerdote marsicano che portò la propria opera in Albania subito dopo la caduta del regime di Enver Hoxha.
“Venire a teatro sabato 2 maggio significa non solo vivere una serata di grande teatro abruzzese. Significa anche sostenere Rina, Irena, Kasandra, Klodiana e tutte le altre ragazze di Casa Rozalba.” afferma l’associazione.




