Avezzano. Ad Avezzano arriva una notizia che cambia il tono di mesi segnati da preoccupazione e incertezza: i Padri Orionini resteranno a Don Orione. Una decisione attesa, sofferta, e oggi accolta come un segnale di continuità e speranza per l’intero territorio.
La comunicazione ufficiale è arrivata dal Direttore Provinciale della Piccola Opera della Divina Provvidenza, don Giovanni Carollo, indirizzata al Vescovo della diocesi dei Marsi Mons. Giovanni Massaro. Una scelta che ribalta, di fatto, l’ipotesi annunciata lo scorso dicembre: il ritiro della comunità religiosa entro giugno 2026.
La svolta non cancella la complessità del percorso, ma ne ridisegna l’esito. Dopo un lungo discernimento e un confronto serrato tra istituzioni ecclesiali e civili, si è giunti a una soluzione diversa, maturata – come sottolineato nella lettera – nella ricerca di un equilibrio “più adeguato e vantaggioso per tutte le persone coinvolte”.
La comunità orionina ad Avezzano resterà quindi operativa, pur con un assetto riorganizzato. La comunità religiosa locale risulta canonicamente soppressa, e i religiosi faranno riferimento alla comunità di Roma Monte Mario, ma continueranno a vivere e operare stabilmente in città.
Una distinzione formale che, nella sostanza, si traduce in un messaggio chiaro: la presenza dei figli di San Luigi Orione non lascia la Marsica.
Al centro di questa storia ci sono due luoghi simbolo. Da un lato il Santuario della Madonna del Suffragio, punto di riferimento spirituale per generazioni di fedeli. Dall’altro la RSA Don Orione Avezzano, realtà assistenziale profondamente radicata nel tessuto sociale locale.
Proprio la RSA ha vissuto un passaggio decisivo: dal 1° luglio è cessato il rapporto con la cooperativa KCS e la gestione è tornata direttamente all’Opera Don Orione, con una direzione laicale e un’équipe organizzativa interna. Un cambio che rafforza il legame con il carisma originario e garantisce continuità assistenziale agli ospiti.
Dietro questa inversione di rotta c’è una mobilitazione ampia e trasversale. Il Vescovo Mons. Giovanni Massaro aveva già sollecitato più volte una revisione della decisione, affiancato dal Sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio e da numerosi sindaci della Marsica, oltre che da sacerdoti e fedeli.
Un fronte compatto che ha espresso con forza il valore della presenza orionina sul territorio, considerata non solo religiosa ma anche sociale, educativa e sanitaria.
Nelle parole di don Giovanni Carollo, della Piccola Opera della Divina Provvidenza, emerge la chiave dell’intera vicenda: il dialogo. Un processo lungo, talvolta complesso, ma capace di produrre una soluzione condivisa, evitando una rottura che avrebbe inciso profondamente sulla vita della comunità marsicana.
Per la diocesi e per tutta la Marsica, la decisione di mantenere i Padri Orionini ad Avezzano rappresenta molto più di un aggiornamento organizzativo. È la conferma di un legame storico che resiste al tempo e alle difficoltà.
Il Santuario continuerà a essere presidiato, la RSA a essere animata da una presenza spirituale e umana costante, e il carisma di San Luigi Orione a vivere nella quotidianità di una comunità che non ha mai smesso di riconoscerlo come punto di riferimento.
Una vicenda che si chiude senza strappi e che restituisce una sensazione rara: quella di una decisione che non spezza, ma ricompone.




