Luco dei Marsi. È stata una serata intensa, partecipata e profondamente spirituale quella vissuta nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Luco dei Marsi, dove la comunità si è ritrovata attorno a Gesù Eucaristia per un momento di Adorazione presieduto dal Vescovo Giovanni.
Nel silenzio della preghiera, la chiesa ha raccontato il volto di una comunità viva e unita. Accanto alle diverse realtà parrocchiali erano presenti associazioni, gruppi giovanili, famiglie e numerosi fedeli arrivati anche da altre comunità della Marsica. Una partecipazione significativa, che ha trasformato la serata in un autentico momento di comunione, mostrando una Chiesa capace di ritrovarsi insieme, oltre le diverse esperienze e appartenenze, davanti all’unico Signore.
L’appuntamento si è inserito nella settimana di preghiera e catechesi dedicata a San Carlo Acutis, che in questi giorni sta vivendo a Luco un momento particolarmente significativo con la presenza delle reliquie del giovane santo e della Mostra sui miracoli eucaristici da lui ideata. Le reliquie e la mostra rimarranno a Luco per tutta la settimana, fino alla conclusione prevista domani, offrendo a tanti la possibilità di fermarsi, conoscere, pregare e riscoprire il significato e il dono dell’Eucaristia.
Nel corso della serata, il Vescovo Giovanni ha invitato i presenti a guardare oltre la figura di Carlo Acutis, per arrivare al centro della sua esperienza di fede: Gesù Cristo. Le reliquie del giovane santo, ha ricordato, non rappresentano un punto di arrivo, ma un segno capace di condurre a Cristo. Allo stesso modo, la Mostra sui miracoli eucaristici non vuole soltanto suscitare meraviglia, ma riportare al centro una verità fondamentale della fede cristiana: la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Partendo dalla preghiera di Gesù al Padre riportata nel Vangelo, il Vescovo ha indicato nella santità una chiamata che riguarda ogni cristiano. Il cammino, ha sottolineato, passa attraverso la scelta di non mettere se stessi al centro, ma Dio. Una verità che San Carlo Acutis aveva saputo sintetizzare in poche, semplici parole: «Non io, ma Dio».
La testimonianza di Carlo parla proprio attraverso la normalità della sua vita. Un ragazzo come tanti, innamorato della scuola, degli amici, dello sport, della musica e della tecnologia, che aveva imparato a vivere ogni dimensione della quotidianità alla presenza di Cristo. È questo uno degli aspetti più affascinanti della sua testimonianza: la santità non come qualcosa di lontano o irraggiungibile, ma come una possibilità concreta dentro la vita di ogni giorno.
E al centro di questo cammino c’era l’Eucaristia, che Carlo aveva definito la sua «autostrada per il cielo». Una frase diventata quasi il simbolo della sua spiritualità e che, a Luco dei Marsi, ha assunto un significato particolare proprio davanti al Santissimo Sacramento. Da qui è nato anche l’invito del Vescovo a vivere l’Adorazione non soltanto come un momento suggestivo o emozionante, ma come un vero incontro capace di lasciare un segno nella vita. Davanti a Gesù, ha ricordato, non servono maschere. Ci si può presentare così come si è: con le proprie gioie e le proprie fatiche, con le ferite, le paure, le domande e le speranze. È proprio in quello spazio di verità e di affidamento che la preghiera può diventare incontro e trasformazione.
La serata di Adorazione ha così riportato tutti all’essenziale: Cristo presente, una comunità riunita e il desiderio di lasciarsi cambiare dalla Sua presenza. Nel silenzio della chiesa di San Giovanni Battista, la testimonianza di Carlo Acutis ha indicato ancora una volta la strada: non fermarsi al messaggero, ma lasciarsi condurre al Messaggio; non fermarsi al segno, ma incontrare Colui che il segno indica. Gesù Eucaristia. Ed è proprio davanti a Lui che una comunità intera ha scelto di fermarsi, pregare e riscoprire la bellezza di essere Chiesa insieme.






