Capistrello. Capistrello ha vissuto una giornata di profonda commozione per l’ultimo saluto a Matteo Fantozzi, il 30enne scomparso sabato scorso. Una comunità intera si è raccolta attorno alla famiglia, in un abbraccio silenzioso e composto che ha trasformato il centro del paese in un luogo di partecipazione e dolore condiviso.
Nel pomeriggio, alle 16, centinaia di persone hanno raggiunto la chiesa di San Giuseppe per prendere parte alle esequie. L’edificio sacro, nonostante la sua capienza, non è riuscito ad accogliere tutti i presenti: molti hanno seguito la cerimonia dall’esterno, sostando sul sagrato in un silenzio carico di emozione.
La Messa è stata celebrata da don Lorenzo Macerola, affiancato da don Antonio Sterpetti, che conosceva Matteo fin da bambino, don Giovanni Salustri e padre Giancarlo Marinucci.
“La chiesa strapiena e la piazza che a malapena riesce a contenere la gente siano un piccolo segno del nostro affetto verso i genitori”. Ha detto don Lorenzo durante l’Omelia. “Domandiamo alla Vergine Santa che vi sia vicina. I nostri pensieri sono tuti rivolti a voi, il nostro cuore si stringe al vostro cuore”.
“L’unica cosa che possiamo chiedere al Signore è che vi doni un po’ di, pace, un po’ di consolazione, un po’ di conforto in questo momento. Matteo riposa nella luce del Signore. Dobbiamo trovare tanta forza per andare avanti”.
Matteo è stato ricordato come un ragazzo solare, gentile e profondamente amato da chi lo ha incontrato lungo il suo percorso di vita. Un giovane che, sin da piccolo, aveva partecipato alla vita del paese, al catechismo, frequentato l’oratorio.
Negli anni aveva saputo farsi conoscere anche come DJ, diventando un punto di riferimento per molti coetanei della Marsica grazie alla sua musica e alle serate organizzate all’insegna del divertimento e della condivisione.
Parole di affetto e ricordo hanno restituito l’immagine di una persona sensibile, dal carattere aperto e disponibile, capace di lasciare un segno nelle vite degli altri. Un dolore definito da molti presenti come una “sconfitta” per l’intera comunità.
Al termine della cerimonia, all’uscita del feretro, il cielo si è riempito di palloncini bianchi per l’ultimo struggente saluto. Un gesto semplice ma carico di significato, che ha unito simbolicamente presente e memoria, restituendo per un istante la voce e la passione di Matteo a chi lo ha amato.
Un dolore espresso concretamente con la proclamazione del lutto cittadino, saracinesche abbassate e un silenzio irreale hanno accompagnato le ore dell’addio.




