Avezzano. La Diocesi dei Marsi si prepara a vivere un momento di fede, devozione e profonda riflessione spirituale in occasione della solennità di San Berardo Vescovo, figura di grande rilievo nella storia religiosa del territorio e compatrono della Diocesi.
Lunedì 3 novembre sarà una giornata dedicata alla memoria e all’eredità spirituale del Santo, il cui insegnamento continua a parlare alle comunità cristiane, superando i confini del tempo e delle generazioni. Le celebrazioni saranno presiedute dal vescovo Giovanni Massaro. Il primo appuntamento è fissato alle ore 10:00 nella comunità di Colli di Monte Bove, paese natale di San Berardo, dove sarà celebrata la Santa Messa. Alle ore 18:00 la solenne Celebrazione Eucaristica si terrà invece nella Basilica Concattedrale di Pescina, per un momento di raccoglimento e partecipazione dell’intera comunità diocesana.
In preparazione alla festa, la Diocesi invita i fedeli a riscoprire le parole del testamento di San Berardo (1079-1130), un documento di straordinaria intensità spirituale, nel quale emerge con forza il cuore del suo messaggio: la carità come fondamento della vita cristiana e della convivenza fraterna.
«Vi prego e, per tutto quello che vi debbo, vi esorto e vi ammonisco a conservare fra di voi la carità che è la più grande fra le virtù»: è questo uno dei passaggi più significativi del suo testamento, un’esortazione che conserva ancora oggi una sorprendente attualità.
San Berardo invita i suoi fratelli a vivere nell’armonia, nell’umiltà, nella pazienza, nella comprensione e nella sobrietà, mettendo da parte ogni forma di superbia, discordia, avarizia e vanità. Un richiamo a costruire relazioni autentiche, fondate sulla fede, sul rispetto reciproco e sulla disponibilità ad aiutare gli altri.
Particolarmente significativo è anche il suo invito a non lasciare che i contrasti e le incomprensioni prendano il sopravvento: «Se anche dovesse sorgere fra di voi qualche motivo di disaccordo, fate che in giornata torni l’armonia, che il sole non tramonti sulla vostra ira».
Parole che sembrano rivolte direttamente anche all’uomo contemporaneo, in un tempo nel quale divisioni, individualismo e conflitti rischiano spesso di indebolire il senso di comunità.
È forse questa l’immagine più bella consegnata da San Berardo alla sua comunità: essere uniti, condividere un cammino, mettere il bene comune al di sopra degli interessi personali.
Il Santo ricorda inoltre che la vera ricchezza non risiede nei beni materiali né nelle apparenze, ma nella santità della vita e nella coerenza dei comportamenti. «È meglio essere nel bisogno che possedere il superfluo; è necessaria più la santità che la vanità», scrive nel suo testamento.
Un messaggio che richiama all’essenzialità del Vangelo e invita ciascuno a interrogarsi sul proprio modo di vivere la fede, nelle relazioni quotidiane e nella comunità.
La conclusione del testamento racchiude l’intero significato della sua eredità spirituale: «Così, fratelli, se resterete in sincero amore fra di voi, otterrete infallibilmente il frutto dell’amore, che è la vita eterna».
La festa di San Berardo non rappresenta dunque soltanto un appuntamento religioso e una ricorrenza legata alla memoria del passato, ma diventa un’occasione per rinnovare un impegno collettivo: custodire la carità, promuovere la fraternità e riscoprire il valore dell’unità.
A quasi nove secoli dalla sua morte, la voce del Vescovo dei Marsi continua a indicare una strada semplice e impegnativa: vivere nell’amore, perché solo una comunità capace di volersi bene può testimoniare autenticamente il Vangelo.




