Avezzano. Otto nuovi prodotti per far ripartire la fabbrica. È l’annuncio fatto da LFoundry martedì pomeriggio a Roma, durante il vertice al ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit), al quale hanno partecipato rappresentanti sindacali e istituzionali, la sottosegretaria Fausta Bergamotto e Giampiero Castano. Un incontro atteso da un intero territorio, perché lo stabilimento di Avezzano occupa circa 1.200 lavoratori ed è uno dei principali poli tecnologici e occupazionali della Marsica.
A illustrare le prospettive di rilancio è stato Kim Joo Wang, nuovo amministratore delegato di Sparc, la società alla guida del sito produttivo marsicano. Wang ha annunciato accordi commerciali in corso di definizione e nuove commesse per la produzione di dispositivi power, sensori e componenti logici. Secondo quanto emerso, le nuove attività dovrebbero prendere il via entro il primo semestre del 2027.
Ma di che cosa si tratta concretamente? Gran parte dei nuovi prodotti sono dispositivi power, cioè componenti di potenza che gestiscono e distribuiscono l’energia all’interno dei sistemi elettronici. Sono fondamentali per i data center e per i microchip utilizzati nell’intelligenza artificiale, che richiedono enormi quantità di energia da controllare con grande efficienza. Un settore in forte espansione, che offre alla fabbrica uno sbocco di mercato strategico.
L’altro grande filone è l’automotive. LFoundry produrrà componentistica destinata alla cosiddetta guida intelligente, cioè all’insieme dei sistemi elettronici che assistono il conducente o lo sostituiscono: dalla frenata automatica d’emergenza, che interviene da sola quando rileva un ostacolo, fino alle auto a guida autonoma. Elemento chiave di queste tecnologie sono i sensori, che leggono ciò che accade attorno al veicolo e avvertono di un pericolo in strada, come un pedone che attraversa o un’auto che frena bruscamente davanti. Più i sensori sono precisi e veloci, più i sistemi di sicurezza possono reagire in tempo. Si tratta, quindi, di prodotti che hanno un ampio spazio nel mondo del commercio internazionale e che sicuramente potranno avere una richiesta sempre crescente nei prossimi anni. Bisognerà però capire se ci sono già dei partner commerciali pronti ad acquistare i prodotti realizzati nel sito produttivo di Avezzano o se si dovrà costruire un’asse commerciale in grado di risollevare le sorti della fabbrica di semiconduttori.
L’auspicio per tutti, sia parti sociali e lavoratori, sia rappresentanti del mondo istituzionale, è che virando verso questi nuovi prodotti si possano aprire dei corridoi commerciali internazionali e le commesse per lo stabilimento del nucleo industriale possano ricominciare a salire. Le nuove commesse sono sicuramente un segnale incoraggiante, ma la priorità resta trasformare gli impegni in investimenti e garanzie per l’occupazione. Per Avezzano e per l’intera Marsica, il futuro di LFoundry continua a essere una partita strategica, non solo per i lavoratori direttamente coinvolti, ma per tutto l’indotto e per il tessuto industriale del territorio.




