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Marsicaland apre la terza edizione: Avezzano vetrina dell’agroalimentare e dell’identità marsicana

Giorgia D'Ascanio di Giorgia D'Ascanio
19 Settembre 2026
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Avezzano. Il taglio del nastro in piazza Risorgimento ha dato ufficialmente il via alla terza edizione di Marsicaland, il Festival diffuso dell’agroalimentare della Marsica. Un pomeriggio che ha riportato nel cuore di Avezzano produttori, istituzioni, cittadini e visitatori, aprendo tre giorni dedicati alla terra e alle sue eccellenze, ma anche alla cultura, alla memoria e all’identità di un intero territorio.

La prima giornata del Festival si è aperta con l’esibizione della Banda Musicale di Avezzano, che ha accompagnato il pubblico verso il momento inaugurale. Alle 16 il taglio del nastro e l’apertura ufficiale degli stand del Mercato diretto della terra hanno segnato l’inizio della manifestazione, trasformando piazza Risorgimento nel cuore del racconto produttivo marsicano.

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Un mercato che rappresenta una delle due anime principali di Marsicaland, insieme al Corteo Storico dei Marsi: aziende e produttori incontrano direttamente il pubblico e, attraverso le loro produzioni, raccontano il legame tra terra, lavoro, saperi e comunità. Per l’edizione 2026 sono circa 50 le aziende del territorio coinvolte, provenienti dalle diverse aree della Marsica.

Ma Marsicaland, fin dalla sua nascita, prova ad andare oltre la semplice esposizione delle eccellenze agroalimentari. Ed è proprio attorno a questo concetto che si è sviluppato il messaggio lanciato nel giorno dell’inaugurazione dal direttore scientifico Ernesto Di Renzo.

“Se il buongiorno si vede dal mattino, anzi in questo caso dal pomeriggio, quello che ci attenderà nelle prossime due giornate sarà veramente qualcosa di molto intenso e partecipato”, ha commentato Di Renzo, sottolineando come in appena tre edizioni il Festival sia riuscito a generare attorno a sé una forte partecipazione emotiva.

“Se dovessi riconoscere qualcosa di esclusivo di Marsicaland“, ha spiegato, “è proprio questo: al di là dei numeri, degli standisti e dei partecipanti, la grande portata emotiva delle persone. È come se Marsicaland esistesse da molto più di tre anni, come se esistesse da vent’anni“.

Una capacità che, secondo il direttore scientifico, nasce dalla scelta di lavorare non soltanto sui prodotti, ma sui simboli e sul significato che questi assumono per una comunità.

L’agroalimentare diventa così il punto di partenza di un progetto più ampio. La Marsica rappresenta infatti uno dei territori a più forte vocazione agricola, con un comparto produttivo capace di generare valore ben oltre i confini locali. L’obiettivo di Marsicaland, però, è compiere un ulteriore passaggio: trasformare questa ricchezza economica e produttiva in un patrimonio culturale condiviso.

“Quello che Marsicaland si propone di fare“, ha evidenziato Di Renzo, “è trasformare questa risorsa produttiva, economica e commerciale in patrimonio culturale, che serva soprattutto a plasmare le coscienze e a creare un senso forte dell’appartenenza”.

Un’appartenenza che diventa quindi la chiave attraverso cui rileggere la manifestazione: non soltanto una vetrina delle produzioni locali, ma uno strumento attraverso il quale provare a ricostruire e rafforzare una comune identità marsicana.

“Vogliamo fare in modo che l’essere marsicani significhi qualcosa di molto importante“, ha aggiunto il direttore scientifico, “e diventi un motivo attraverso il quale sia possibile costruire un senso forte del “noi” nella storia, nel presente, da investire nel futuro“.

Il pomeriggio è proseguito con l’inaugurazione dell’esposizione multimediale “L’agroalimentare in vetrina: quando l’eccellenza si pronuncia patrimonio”, realizzata in collaborazione con Fra[m]menti, mentre alle 17.30 piazza Risorgimento ha ospitato la tavola rotonda “Scenari e prospettive dello sviluppo endogeno delle aree interne. L’ipotesi di una Quinta provincia”, portando all’interno del Festival anche il confronto sulle prospettive future e sul ruolo dei territori interni.

Spazio poi alla convivialità e ai sapori, con il pre-dinner nei giardini del Palazzo di città e i saluti dell’autorità cittadina alla stampa e agli ospiti istituzionali, mentre in piazza Risorgimento lo show cooking e le degustazioni hanno riportato l’attenzione sulle produzioni tipiche e sulla cultura gastronomica locale. La musica ha accompagnato infine la parte serale della prima giornata.

Marsicaland entra ora nel vivo. Fino a domenica Avezzano continuerà a essere il punto d’incontro tra produzioni, agricoltura, cultura, memoria, arte e spettacolo. Al centro restano i due grandi cuori della manifestazione: il Mercato diretto della terra e il Corteo Storico dei Marsi, momento simbolico e identitario che domenica attraverserà la città mettendo insieme acqua, terra, agricoltura, lavoro e memoria.

Tre giorni per raccontare ciò che la Marsica produce, dunque, ma soprattutto per provare a trasformare quella ricchezza in qualcosa di più duraturo: un patrimonio comune nel quale un territorio possa riconoscersi.

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Tags: marsicaland
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