Cappadocia. La comunità di Cappadocia si è riunita ieri per celebrare la Festa della Repubblica, in un appuntamento che ha unito istituzioni, associazioni e cittadini nel segno della memoria e dell’impegno civile. La cerimonia solenne è stata caratterizzata dalla deposizione delle corone d’alloro ai monumenti ai caduti situati sul territorio comunale, un omaggio floreale volto a ricordare il sacrificio di quanti hanno donato la vita per la Patria.
Nel corso delle celebrazioni, il neosindaco Fabio De Angelis ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare a tutti i cittadini presenti e all’arma dei carabinieri, esprimendo profonda gratitudine per la presenza costante e per il quotidiano impegno profuso a servizio del territorio e della sicurezza dei paesi marsicani. All’evento, accanto al primo cittadino, hanno preso parte i componenti della nuova amministrazione comunale, le associazioni locali, il gruppo degli Alpini e il maresciallo Corrado Di Gregorio, comandante della stazione dei carabinieri di Cappadocia.

Durante il suo intervento, il sindaco De Angelis ha sottolineato l’alto valore simbolico della giornata, ricordando che la ricorrenza coincide con una tappa storica fondamentale per la nazione. “Quest’anno la celebrazione assume un significato ancora più profondo. Ricorrono infatti gli ottant’anni dal referendum del 2 giugno 1946, quando gli italiani, e per la prima volta anche le donne italiane, furono chiamati a scegliere il futuro dello Stato. Da quel voto nacque la Repubblica Italiana, fondata sulla sovranità popolare, sulla libertà, sull’uguaglianza e sul rispetto della dignità di ogni persona”.

Il primo cittadino ha poi evidenziato l’importanza del ricordo collettivo legato ai monumenti cittadini: “La deposizione della corona d’alloro non è un gesto formale. È un atto di memoria e di gratitudine. Davanti ai nomi incisi su questo monumento riconosciamo il debito che la nostra comunità ha nei confronti di coloro che hanno affrontato la guerra, la sofferenza e la perdita affinché le generazioni successive potessero vivere in un Paese libero e democratico”.

Infine, un passaggio cruciale del discorso è stato dedicato alle giovani generazioni e alla tutela quotidiana dei diritti conquistati. “La pace, la libertà e la democrazia non sono conquiste definitive. Devono essere custodite ogni giorno attraverso il dialogo, il rispetto reciproco, la partecipazione civica e l’impegno per il bene comune”, ha concluso il sindaco, rimarcando come il futuro del Paese dipenda dalla responsabilità di ciascuno nel sentirsi parte attiva della comunità.





