Avezzano. Aveva il sapore della rinascita, Via delle Stelle. Un nastro di pavimentazione e futuro steso là dove, fino a pochi mesi fa, arrugginivano i binari dell’ex zuccherificio. Un progetto atteso, voluto, simbolico: restituire ai cittadini uno spazio vivo, percorribile, sostenibile. E invece, a pochi giorni dall’inaugurazione della nuova cicloturistica, ecco il primo, amaro risveglio.
Scritte sui muri. Il muretto deturpato. Segni evidenti di un’incuria che non è casuale ma deliberata. Vandali, senza troppi giri di parole. Un gesto che pesa più della vernice usata, perché colpisce un luogo che ancora deve iniziare davvero a vivere.
Fa impressione la velocità con cui l’entusiasmo può essere macchiato. La cicloturistica nasceva come esempio virtuoso di recupero urbano: trasformare un’area dismessa in uno spazio condiviso, aperto a famiglie, sportivi, turisti. Un corridoio verde capace di raccontare una nuova idea di città.
E invece, nel giro di pochi giorni, qualcuno ha deciso di lasciare il proprio segno. Non arte, non espressione: sfregio. Un atto che non aggiunge nulla, ma sottrae valore a tutti.
Non è solo una questione estetica. Quelle scritte parlano di disinteresse, di distanza dal bene comune. Perché ogni muro imbrattato è un messaggio: “questo luogo non mi appartiene”. Ed è proprio qui il problema. Via delle Stelle, al contrario, appartiene a tutti. A chi la percorre in bicicletta, a chi ci passeggia, a chi vede in quel tracciato una possibilità di futuro diverso per Avezzano. Colpirla significa colpire un’idea condivisa di città.
“Le scritte non sono una sorpresa. Appena qualche giorno fa”, ha segnalato un lettore, “ho percorso la via delle Stelle, erano le 23 circa. Il tratto era stato preso di mira da alcuni ragazzi stranieri. Stavano facendo una specie di festa, un muretto era stato riempito di lattine e loro erano lì che discutevano, bevevano, parlavano, erano tutti insieme, una ventina di ragazzi”. Ha continuato il lettore. “Non vorrei che questa opera bellissima diventi un luogo di ritrovo per feste e un posto da deturpare a piacimento”.
La vera partita, ora, non è solo cancellare le scritte. È impedire che diventino normalità e che la Via delle Stelle diventi un luogo di degrado. Perché nessun progetto di riqualificazione può reggere senza controlli e senza il rispetto di chi lo vive. Via delle Stelle è appena nata. È fragile, come tutte le cose nuove. Ma può ancora diventare quello che promette: un simbolo di rinascita.





