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Birra del Borgo lancia Collerosso, il progetto dedicato alla sperimentazione e alla fermentazione spontanea

Giulia Antenucci di Giulia Antenucci
14 Gennaio 2019
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Borgorose. La fascinazione per i lieviti e la fermentazione spontanea, con le sue tecniche e i suoi tempi, unita alla capacità inventiva sono gli elementi hanno spinto la squadra di “Birra del Borgo” a far decollare un nuovo progetto: Collerosso.

Collerosso è la strada sterrata che collega un promontorio tinto dalle foglie rosse di una grande quercia al paese di Borgorose ed è il birrificio dove è iniziata l’avventura di Birra del Borgo, nel lontano 2005. Un luogo selvaggio e fuori dal tempo che non segue nessuna scaletta, solo quella scandita dalle stagioni, dalle ispirazioni, dalle emozioni. Uno spazio simbolo dove birra e idee fermentano insieme, spontaneamente.

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Alla guida di questo luogo custodito dalla pace della campagna ci sono Matteo Corazza e Matteo Del Sordo. Il primo figura storica del birrificio, il secondo a Collerosso da circa un anno, formano una coppia affiatata e attenta che segue con passione tutte le fasi produttive, dalla cotta e raffreddamento del mosto, alla fermentazione e maturazione in botte fino alla miscela finale.

I tre elementi intorno ai quali ruota Collerosso sono l’uomo, alle sue mani e alle sue idee sono affidati i processi creativi, la natura, quella selvaggia che circonda il birrificio donando alla birra carattere e unicità, e il tempo, che scandisce senza fretta il ritmo produttivo.

Nella Coolship, la grande vasca all’aria aperta dove il mosto viene lasciato a raffreddare durante la notte, accade la magia e si innesca la fermentazione spontanea. Nessun lievito viene aggiunto, gli unici presenti sono quelli selvaggi che vivono nell’aria delle campagne circostanti e del birrificio. Un processo incontrollabile, naturale, primitivo e affascinante. Le botti, loro grande ricchezza, ospitano le fermentazioni e i lunghi invecchiamenti -fino a 3 anni- fornendo alla birra il tempo necessario per acquisire lentamente carattere, complessità e profondità.

La prima birra nata a Collerosso è la Round Overnight: una miscela di tre fermentazioni spontanee, tre annate – 2015, 2016, 2017- e tre botti differenti. La produzione di Collerosso sarà destinata principalmente alla ristorazione di fascia alta e a quella attenta alle selezioni nuove e naturali.

“Vignaioli Naturali”, sabato 26 e domenica 27 gennaio al “The Westin Excelsior” di via Veneto, sarà l’occasione per presentare il progetto. Qui e nei locali di Birra del Borgo a Roma e a Borgorose si potranno assaggiare le prime produzioni siglate Collerosso.

“Be spontaneous” è l’invito rivolto ai suoi consumatori, lo stesso che compare nel logo ideato dall’illustratore torinese Gianluca Cannizzo. Collerosso rappresenta un legame, quello tra il Belgio e l’Italia, tra il mondo della birra e quello del vino, tra tradizione e invenzione, tra passato e presente.

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