La violenza di genere non si manifesta sempre ed esclusivamente con l’aggressione fisica diretta; spesso comincia in modo strisciante, attraverso atteggiamenti di controllo, isolamento e svalutazione psicologica che tendono a peggiorare nel tempo. Per aiutare le vittime a prendere consapevolezza della propria situazione e ad agire tempestivamente, è stato diffuso il Violenzametro, uno strumento pratico di valutazione dei rischi e di orientamento verso i servizi di supporto.
Il Violenzametro suddivide le manifestazioni della violenza in tre livelli di gravità crescente.
Nella prima fase, contraddistinta dal monito a fare attenzione, rientrano comportamenti quali l’essere ignorati, ingannati, sminuiti, umiliati o sottoposti a un costante controllo da parte del partner. Si tratta di campanelli d’allarme da non sottovalutare, poiché la relazione potrebbe gradualmente deteriorarsi. In questi casi, il consiglio principale è di aprirsi e parlarne con familiari e amici, oltre a richiedere un supporto psicologico specializzato.
La situazione si fa più grave nella seconda fase, in cui è necessario chiedere supporto, poichè subentrano ricatti, isolamento sociale e affettivo, induzione di sensi di colpa, persecuzione e veri e propri maltrattamenti. Di fronte a queste dinamiche è fondamentale attivarsi subito, contattando il numero di pubblica utilità 1522 o rivolgendosi direttamente a un centro antiviolenza.
Rientrano infine nell’area di massima emergenza, contraddistinta dalla necessità di chiamare immediatamente il 112, le situazioni in cui non ci si sente al sicuro con il partner, o nei casi di percosse, ferite, minacce di morte anche con armi, rapporti sessuali coercitivi o quando si teme che l’altro possa uccidere o compiere gesti estremi. In presenza di questi rischi o se si è feriti, occorre richiedere immediato soccorso medico al pronto soccorso e contattare senza esitazione le forze dell’ordine tramite il 112, oppure recarsi presso qualsiasi caserma dei Carabinieri o commissariato di Polizia per sporgere denuncia.
Per ricevere aiuto è attivo 24 ore su 24 il numero gratuito di pubblica utilità 1522 per il sostegno alle vittime di violenza e stalking, mentre per i casi di emergenza e soccorso immediato occorre chiamare il numero unico 112. Sul territorio, i punti di riferimento a cui affidarsi sono le caserme dei Carabinieri, i commissariati di Polizia, i centri antiviolenza e i presidi di pronto soccorso.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti sulle tutele e sui servizi disponibili, è possibile consultare l’area tematica dedicata sul sito ufficiale www.carabinieri.it.




