L’Aquila. A seguito della convocazione della terza commissione da parte di Fabio Frullo, si espongono i vertici della multiservizi emiliana Hera. Il gruppo comunica in una nota che i 59 lavoratori in vertenza sarebbero «dipendenti regolarmente assunti dall’Azienda Tecnocall, che terminerà la propria commessa in Hera nel marzo prossimo, come previsto contrattualmente».
Due anni fa, Tecnocall si aggiudicò la gara bandita dall’azienda per l’attività di customer care dei clienti energia elettrica appartenenti al cosiddetto “mercato a tutele graduali domestiche”, riservato ai clienti non passati a offerte a mercato libero, che vede tuttora Hera Comm quale gestore per l’intero territorio d’Abruzzo. Tale mercato, in base al Decreto Bollette, cesserà il 31 marzo dell’anno prossimo.
Perciò, la gara vinta nel 2024 da Tecnocall ─ a detta della multiservizi ─ avrebbe avuto un orizzonte di per sé triennale, chiaramente pattuito fra tutti i soggetti coinvolti nel servizio.
Protestano, invece, le opposizioni aquilane, con un comunicato congiunto di Pezzopane, Romano, Albano, Giannangeli, Verini, Padovani, Rotellini, Tomassoni, Scimia e Iorio. «Abbiamo ascoltato una posizione estremamente netta da parte di Hera Comm – dicono i politici – che ha dichiarato di non avere, allo stato attuale, lavorazioni da poter affidare a Tecnocall e ha indicato come unica possibilità quella di esaminare i curricula dei lavoratori per eventuali opportunità in altre sedi, anche fuori dall’Aquila». E aggiungono, «pensare che possano trasferirsi al Nord, lasciando qui famiglie e figli, con gli stipendi che percepiscono, non è una soluzione credibile».
«Qui è in gioco anche la credibilità di Hera Comm – chiudono le opposizioni – che è un’azienda di rilievo nazionale e internazionale. Non si può pensare che la risposta a una vertenza come questa sia semplicemente: valutiamo i curricula e vediamo chi è più competente per una sede a Imola, Torino o in un’altra città. 59 lavoratori non sono pacchi da spedire al Nord. L’Aquila è unita nella loro difesa e continueremo a chiedere che Hera Comm faccia la propria parte, insieme a Tecnocall, ai sindacati e alle istituzioni».
Nel frattempo, come anche caldeggiavano dall’opposizione, la vertenza arriverà in Regione, che il 1° ottobre vedrà convocata una riunione del tavolo regionale con Tiziana Magnacca, assessora alle attività produttive.



