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Usura, quattro persone rinviate a giudizio. Sotto processo anche un funzionario di banca

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
9 Febbraio 2011
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Sono stati rinviati a giudizio per una vicenda di usura. Si tratta di quattro persone tra cui un funzionario dell’Unipol banca imputato di favoreggiamento. Gli altri tre sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all’usura. La vicenda risale al 2008 quando le Fiamme gialle, coordinate dal Pm Guido Cocco, scoprirono una presunta  associazione delinquenziale che prestava denaro a tassi d’interesse esorbitanti, ottenendo la liquidità grazie al favoreggiamento del funzionario di una banca di Avezzano. Sotto processo una avezzanese, due persone di Perugia e un celanese, il bancario accusato solo di favoreggiamento. La Finanza stimò un giro di denaro da otto milioni di euro. A settembre dello stesso anno scattarono gli arresti della Guardia di Finanza. L’organizzazione fu scoperta grazie a un’indagine parallela delle Fiamme gialle di Avezzano e di Roma che a aveva portato all’arresto di un altro avezzanese. Quello messo in atto, secondo l’accusa, era un meccanismo semplice ma ben congeniato. Secondo la Procura di Avezzano, gli arrestati facevano restituire alle vittime le somme prestate con interessi che arrivavano anche al 2.600 per cento annuo. Tutto avveniva grazie a operazioni eseguite nella filiale della banca in cui venivano scontati cambiali e assegni che servivano a finanziare il giro di usura. La struttura era utilizzata per creare liquidità grazie al meccanismo dell'”anticipazione in conto fattura”. Si tratta di un meccanismo che permette a un imprenditore o a un’azienda di ottenere denaro dalla propria banca semplicemente presentando una fattura che dimostri l’imminente pagamento a proprio favore da parte di un’atra azienda o un privato. Grazie alla prova della fattura, la banca anticipa l’80 per cento dell’importo totale con tassi di interesse che vanno dal 2 al 4 per cento circa. In tal modo, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, gli arrestati con false fatture ottenevano a bassi interessi grosse somme di denaro da utilizzare per svolgere attività di usura. Il processo si terrà il 10 novembre davanti al tribunale penale collegiale di Avezzano.

Usura, quattro persone rinviate a giudizio. Sotto processo anche un funzionario di una banca di Avezzano
Sono stati rinviati a giudizio per una vicenda di usura. Si tratta di quattro persone tra cui un funzionario dell’Unipol banca imputato di favoreggiamento. Gli altri tre sono accusati di associazione a delinquere finalizzata all’usura. La vicenda risale al 2008 quando le Fiamme gialle, coordinate dal Pm Guido Cocco, scoprirono una presunta  associazione delinquenziale che prestava denaro a tassi d’interesse esorbitanti, ottenendo la liquidità grazie al favoreggiamento del funzionario di una banca di Avezzano. Sotto processo una avezzanese, due persone di Perugia e un celanese, il bancario accusato solo di favoreggiamento. La Finanza stimò un giro di denaro da otto milioni di euro. A settembre dello stesso anno scattarono gli arresti della Guardia di Finanza. L’organizzazione fu scoperta grazie a un’indagine parallela delle Fiamme gialle di Avezzano e di Roma che a aveva portato all’arresto di un altro avezzanese. Quello messo in atto, secondo l’accusa, era un meccanismo semplice ma ben congeniato. Secondo la Procura di Avezzano, gli arrestati facevano restituire alle vittime le somme prestate con interessi che arrivavano anche al 2.600 per cento annuo. Tutto avveniva grazie a operazioni eseguite nella filiale della banca in cui venivano scontati cambiali e assegni che servivano a finanziare il giro di usura. La struttura era utilizzata per creare liquidità grazie al meccanismo dell'”anticipazione in conto fattura”. Si tratta di un meccanismo che permette a un imprenditore o a un’azienda di ottenere denaro dalla propria banca semplicemente presentando una fattura che dimostri l’imminente pagamento a proprio favore da parte di un’atra azienda o un privato. Grazie alla prova della fattura, la banca anticipa l’80 per cento dell’importo totale con tassi di interesse che vanno dal 2 al 4 per cento circa. In tal modo, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, gli arrestati con false fatture ottenevano a bassi interessi grosse somme di denaro da utilizzare per svolgere attività di usura. Il processo si terrà il 10 novembre davanti al tribunale penale collegiale di Avezzano.

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