Avezzano. Scatta la cassa integrazione alla Fiamm – Siapra di Avezzano e le organizzazioni sindacali proclamano lo stato di agitazione. L’improvvisa attivazione dell’ammortizzatore sociale ha spinto i rappresentanti di Fim – Cisl, Fiom – Cgil, Uilm – Uil a far ricorso immediatamente allo stato di agitazione e al blocco totale degli straordinari nello stabilimento Siapra di Avezzano in segno di protesta. È questo il verdetto emerso al termine dell’incontro che si è svolto ieri mattina, nella sede di Confindustria L’Aquila, dove i vertici della società, le rsu e i segretari provinciali di Fim – Cisl, Fiom – Cgil, Uilm – Uil si sono riuniti per siglare il verbale di esame congiunto. La forte mobilitazione sindacale è scaturita dalla richiesta della direzione aziendale di usufruire di una settimana di ammortizzatore sociale ordinario, dal 29 giugno al 5 luglio, per far fronte alla temporanea e preoccupante contrazione delle commesse sul mercato.
La misura a zero ore colpirà duramente il sito industriale fucense, una realtà di primo piano leader nella produzione e nella distribuzione di batterie per auto e industriali. Il provvedimento temporaneo – firmato al termine dell’incontro che ha visto la partecipazione del direttore operativo Fulvio Mittino, del direttore di stabilimento Sergio Andreatta, del direttore delle risorse umane Luca Bellomia e del manager Maria Pia Di Francesco per la Siapra spa, assistiti da Giulio Sanità di Confindustria L’Aquila, delle rsu Angelo Gallotti, Mario Fusarelli, Alfredo Mascigrande, Nazzareno Rossi e Fosca Liberato, insieme ai segretari provinciali Antonello Tangredi (Fim), Diego Di Francesco (Fiom) e Michele Paliani (Uilm) – coinvolgerà un massimo di 370 lavoratori della fabbrica: nello specifico saranno fermi per una settimana e non dovranno prestare servizio 323 operai, 40 impiegati e 7 quadri. Per cercare di attutire l’impatto economico sulle famiglie dei dipendenti, la direzione aziendale si è comunque impegnata ad applicare il criterio della rotazione del personale e ad anticipare i trattamenti di integrazione salariale rispetto alle normali scadenze di paga.
Al termine del faccia a faccia, le rsu unitamente alle segreterie territoriali hanno confermato la richiesta della settimana di cassa integrazione, però proprio a causa della preoccupazione sul futuro del sito, hanno alzato le barricate proclamando lo stato di agitazione e lo stop agli straordinari. La parola passa ora ai lavoratori: le assemblee dello stabilimento sono state indette per domani. Sarà un passaggio fondamentale per decidere le prossime mosse.




