L’Aquila. «Il presidente della Commissione di Fratelli d’Italia dichiara inammissibile l’emendamento a prima firma di Fratelli d’Italia. Ormai siamo davanti ad uno spettacolo incomprensibile e a pagare sono i cittadini e il futuro dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano», cosi in una nota il Senatore PD Michele Fina.
«Quanto accaduto oggi nella Commissione Giustizia della Camera sulla salvaguardia dei tribunali abruzzesi è politicamente e istituzionalmente sconcertante. Nel corso dell’esame del decreto-legge in materia di Giustizia n. 168 del 2026, è stato dichiarato inammissibile l’emendamento a firma del deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa, che anche il Partito Democratico aveva sottoscritto, scegliendo responsabilmente di sostenere una proposta della maggioranza nella convinzione che ci fosse una reale volontà politica di risolvere il problema.
A dichiararne l’inammissibilità è stato il presidente della Commissione Giustizia, Ciro Maschio, di Fratelli d’Italia. Siamo al paradosso: un esponente di Fratelli d’Italia si vede dichiarare inammissibile una proposta presentata da un deputato del suo stesso partito, sottoscritta anche dalle opposizioni proprio per favorire una soluzione condivisa. A questo punto è legittimo chiedersi se quell’emendamento fosse stato davvero concordato con il Governo e con la maggioranza e se tra esponenti dello stesso partito si parlano. Perché, se non lo era, siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una destra incapace di trasformare le proprie promesse in atti concreti.
Nei giorni scorsi avevamo compiuto un gesto di responsabilità istituzionale e di generosità politica, sottoscrivendo un emendamento di Fratelli d’Italia per salvaguardare i tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano. Lo abbiamo fatto mettendo al primo posto gli interessi dell’Abruzzo, delle cittadine e dei cittadini, delle operatrici e degli operatori della giustizia, degli avvocati e delle comunità coinvolte. Oggi ci ritroviamo davanti ad interrogativi ancora più pesanti sul futuro di questi presidi giudiziari.
La situazione è resa ancora più grave dallo stallo del ddl di riforma della geografia giudiziaria, bloccato dalle divisioni interne alla stessa maggioranza sull’istituzionw del tribunale di Bassano del Grappa. Le medesime divisioni che impediscono di portare avanti una riforma organica sembrano a questo punto aver fatto naufragare anche il tentativo di intervenire attraverso il decreto Giustizia.
Nel frattempo, il tempo stringe. La proroga che consente la sopravvivenza degli uffici giudiziari abruzzesi è destinata a esaurirsi il 31 dicembre 2026. Senza un intervento concreto, il rischio è che si arrivi a una chiusura definitiva, con conseguenze pesantissime per l’accesso alla giustizia e per territori che hanno già pagato un prezzo elevato in termini di servizi e presidi pubblici.
Non possono essere lasciati inascoltati gli appelli dei presidenti degli Ordini degli avvocati e dei sindaci riuniti nel coordinamento per la salvaguardia dei tribunali, che anche in queste ore hanno ribadito la necessità di una soluzione definitiva. Non si può continuare a rassicurare le comunità abruzzesi senza assumersi la responsabilità di decisioni conseguenti.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, eletta in Abruzzo, il presidente della Regione Marco Marsilio e tutti i rappresentanti locali di Fratelli d’Italia a partire dal capogruppo Verrecchia che addirittura un anno fa dichiarava di aver salvato i tribunali, devono ora spiegare che cosa sia realmente accaduto e, soprattutto, che cosa intendano fare. Perché oggi quei tribunali non sono affatto al sicuro e il rischio di una chiusura definitiva è tutt’altro che scongiurato.
Chiediamo al Governo e alla maggioranza di indicare immediatamente una strada concreta, con tempi certi e impegni verificabili. Se l’emendamento era inammissibile potevano verificarlo prima e indicarci una strada. Noi più che sottoscriverlo davvero non sappiamo cosa altro fare. Se esiste davvero la volontà politica di salvare i tribunali abruzzesi, la dimostrino adesso, nelle sedi parlamentari e con atti conseguenti.
Il tempo delle promesse è finito. Non ci sono più alibi né scuse da utilizzare nei confronti delle cittadine e dei cittadini abruzzesi. La salvaguardia dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano non può essere l’ennesimo annuncio disatteso di questa maggioranza».




