Avezzano. Tribunali minori, il sindaco Di Pangrazio: “Nel 2027 si torna al voto, si mantengano gli impegni presi. La politica nazionale dimostri serietà e coerenza”.
Il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, lavora sui dossier più importanti per il futuro della Marsica e dell’Abruzzo, da risolvere a stretto giro. Giovedì 11 giugno, nuova riunione in Comune per la salvaguardia dei Fori di giustizia, estesa anche ai rappresentanti di Portoferraio, Ischia, Lipari e Bassano del Grappa.
Sbloccare seriamente la discussione alla Camera, dando seguito alle carte e sfruttando tutta l’estate, per arrivare ad una svolta definitiva prima della fine dell’anno. Il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, già al lavoro da giorni sui dossier più importanti del territorio, ha riconvocato a Palazzo di Città, per giovedì 11 giugno alle ore 18, una nuova riunione in video-conferenza del Comitato per la salvaguardia dei Tribunali sub-provinciali della Regione, estesa anche ai sindaci e ai presidenti degli Ordini Forensi di Ischia, Lipari, Portoferraio e Bassano del Grappa.
Un vertice non solo necessario, visti i tempi che stringono, ma anche improcrastinabile, per studiare un piano d’azione. “Gli impegni presi vanno mantenuti; – afferma il primo cittadino e coordinatore del Comitato – si deve, cioè, dare atto il prima possibile a quello che, da anni oramai, i rappresentanti del Governo continuano a ribadire, ovvero la salvezza definitiva dei Tribunali d’Abruzzo e la contestuale riforma della geografia giudiziaria italiana, dopo gli sciagurati tagli del 2012”. A seguito della lettera inviata al presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, la discussione sul disegno di legge 2646 “Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie” è ripartita, appena terminati i lavori per la riforma della professione forense, che è passata già in discussione al Senato e che era stata presentata alla Camera contestualmente al DDL sulla giustizia. Il disegno di legge venne incardinato alla Camera il 3 ottobre del 2025; a gennaio 2026, avvenne il primo esame preliminare del testo normativo, poi più nulla fino al 3 giugno scorso, quando l’onorevole Maschio ha convocato in audizione la confederazione nazionale dei giudici di pace e l’OCF, ovvero l’Organismo Congressuale Forense di rappresentanza politica di tutta l’avvocatura italiana. L’organismo nazionale dei giudici di pace è stato audito, mentre per l’OCF è stato richiesto un rinvio.
“Si parla, però, di numerosissime audizioni – conclude Di Pangrazio – e sembrerebbe che una delle forze politiche della maggioranza stia remando contro, sfilandosi dai giochi perché contraria alla riforma. La traduzione di questo stato delle cose è immobilismo. Inutile ribadire che serpeggia una forte preoccupazione nei territori, viste le elezioni politiche del prossimo anno. La Marsica e l’Abruzzo, – commenta infine il primo cittadino di Avezzano – hanno svolto e continuano a svolgere tuttora il ruolo di laboratorio nazionale per la riforma. Giovedì, assieme anche ai presidenti delle Province di L’Aquila e di Chieti, studieremo le prossime mosse da attuare, tornando anche a sollecitare tutte le forze parlamentari. Di fronte ad un tema così prioritario, che non è solo una questione d’avvocati ma anche a soprattutto d’economia territoriale, tutte le forze di maggioranza e minoranza devono fare squadra per portare a casa questo storico risultato, senza fratture e senza ombre. I tribunali sono presidi territoriali di giustizia: non mantenerli nella loro totale efficienza, equivarrebbe a dare uno schiaffo in pieno volto alla sicurezza delle comunità. Di questi tempi, lo scorso anno, il Comitato chiedeva la famosa proroga tecnica. Adesso, siamo di nuovo appesi ad un filo e non è più possibile. Il Governo Meloni ha fatto della parola coerenza il suo cavallo di battaglia: lo dimostri anche in questo contesto”.




