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Tragedia alla Pirotecnica Mattei: patteggiamento per i titolari, 4 anni di pena

Redazione Attualità di Redazione Attualità
20 Giugno 2025
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Avezzano. Si è chiuso con il rito del patteggiamento il procedimento penale a carico di Fabrizio Mattei e Gaetano Mattei, titolari della Pirotecnica Mattei di Torano di Borgorose, imputati per i reati di detenzione di materiale esplodente in un sito non autorizzato, caporalato e morte come conseguenza di altro delitto.

Il procedimento fa riferimento al tragico incidente, ben noto per la sua gravità, che costò la vita a tre persone: Franco, Anna e Claudio Colle. Un evento drammatico che scosse profondamente l’intera comunità locale e che portò alla luce una situazione di gestione irregolare dell’attività pirotecnica, culminata in un’esplosione fatale.

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Nel corso dell’udienza preliminare tenutasi il 18 giugno 2025, il giudice ha accolto l’accordo tra le parti, definendo la vicenda giudiziaria con una pena di 4 anni per ciascuno degli imputati. Contestualmente, è stato disposto il dissequestro della fabbrica di fuochi d’artificio.

Fabrizio Mattei era difeso dall’avvocato Alessandro Felli del foro di Avezzano, mentre Gaetano Mattei è stato assistito dall’avvocato Giulia Bongiorno. Le persone offese, ovvero i familiari delle vittime, erano rappresentate dagli avvocati Daniela Giuliani e Paolo Raglione.

A margine dell’udienza, l’avvocato Alessandro Felli ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha sottolineato la complessità del processo. “Il processo si è prospettato sin dal giorno dell’evento come complicato e pieno di insidie per via della gravità degli accadimenti e dei capi d’imputazione contestati”, ha spiegato il legale, “le nostre attenzioni, già nella fase delle indagini preliminari, si sono concentrate su costanti contatti con le persone offese, tutti finalizzati a fornire supporto alla difficile situazione creatasi.

Tale comportamento ha processualmente aperto la porta al riconoscimento di attenuanti la cui operatività ha concretamente portato a consistenti riduzioni di pena. Il tutto ha consentito agli imputati di arrivare all’udienza preliminare odierna con un tavolo accuratamente apparecchiato, in un ambiente sereno e senza astio tra imputati e persone offese. Il giudice non ha potuto che prendere atto della situazione. Sono soddisfatto per il risultato raggiunto, di fatto era il nostro obiettivo: ad oggi la sentenza consente al mio assistito di dare seguito agli impegni assunti sia con gli eredi delle persone decedute che con la giustizia”.

Resta forte il dolore dei familiari delle vittime, per una vicenda che ha lasciato una ferita profonda, ma che ora, almeno sul piano giudiziario, ha trovato una conclusione.

 

 

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