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Tra bianco e nero e un’esplosione di biglie: ritorno all’infanzia nel nuovo murales a Ortucchio

Opera di Graziella Gagliardi

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
3 Giugno 2026
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Ortucchio. Continua il percorso di riqualificazione dei portici di Piazza Vittorio Emanuele III, un luogo che per troppo tempo ha mostrato i segni del degrado e dell’abbandono, e che oggi torna lentamente a vivere attraverso interventi di valorizzazione urbana e culturale.

Tra questi, spicca il nuovo murales firmato da Graziella Gagliardi, un’opera che non si limita a decorare uno spazio, ma lo trasforma in racconto visivo e memoria condivisa.

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L’immagine scelta è semplice e potente: alcuni bambini intenti a giocare con le biglie. Un gesto antico, universale, che appartiene a molte generazioni e che conserva intatta la sua forza evocativa. Non serve altro: basta uno sguardo per riconoscere in quella scena un tempo in cui il gioco era incontro, strada, libertà.

Il contrasto cromatico è il cuore dell’opera. Il mondo circostante è rappresentato in bianco e nero, quasi sospeso, come se avesse perso parte della sua energia vitale. Le biglie, invece, esplodono in colori vividi, diventando il punto focale dell’intera composizione. È lì che si concentra la vita, la luce, la gioia.

Il messaggio è chiaro e immediato: l’infanzia, quando è libera di esprimersi attraverso il gioco reale e condiviso, è capace di “riaccendere” anche gli spazi più spenti. I bambini diventano così simbolo di rigenerazione non solo urbana, ma anche umana.

Le biglie evocano un’epoca fatta di semplicità. Un tempo in cui non esistevano schermi a separare le persone, ma solo mani sporche di polvere, ginocchia sbucciate, risate improvvise e amicizie nate sul marciapiede. Un gioco povero di mezzi, ma ricchissimo di relazioni.

Attraverso quest’opera, il murales invita a riflettere su un tema attuale e delicato: il bisogno crescente di restituire ai bambini spazi autentici di incontro, lontani dall’isolamento digitale e dalla fruizione passiva degli schermi. Il gioco, nella sua forma più genuina, non è soltanto svago, ma un vero e proprio strumento educativo: insegna la relazione, la creatività, la gestione delle emozioni e la felicità condivisa.

In questo senso, il murales non è soltanto un intervento artistico, ma un messaggio sociale inciso sui muri della città. Un invito a riscoprire ciò che sembrava perduto: il valore dello stare insieme.

Un’opera che non si limita a essere osservata, ma che chiede di essere ascoltata.

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