Palena. La terra torna a tremare nel cuore della notte nell’area di Palena. Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.6 è stata registrata alle 1.43 di questa notte dalla Sala Sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) di Roma. L’epicentro è stato localizzato a circa quattro chilometri a ovest del centro abitato, mentre l’ipocentro è stato individuato a una profondità di 15 chilometri.
Il movimento tellurico è stato avvertito da alcune persone anche in Valle Peligna e a Sulmona. Al momento, secondo le informazioni disponibili, non si registrano danni a persone o cose.
Una nuova scossa dopo quella del 28 ottobre
L’episodio si inserisce in una fase di attività sismica che negli ultimi giorni ha interessato la stessa area. Nella serata di mercoledì 28 ottobre, infatti, l’INGV aveva registrato un altro terremoto, di magnitudo ML 2.0, sempre nella zona di Palena.
La successione di eventi ravvicinati richiama l’attenzione su un territorio caratterizzato da una significativa attività sismica. La presenza di più scosse, tuttavia, non consente di stabilire se si verificheranno nuovi terremoti, né di prevederne l’intensità.
Termini come sequenza sismica e sciame sismico descrivono la distribuzione degli eventi nel tempo e nello spazio, ma non rappresentano, da soli, un’indicazione sull’evoluzione futura del fenomeno.
Valle Peligna, un territorio ad alta pericolosità sismica
L’attenzione si estende anche alla Valle Peligna, dove Sulmona e diversi comuni del comprensorio ricadono in Zona sismica 1, la classe associata alla più elevata pericolosità sismica secondo la classificazione nazionale.
Un dato importante, ma da interpretare correttamente. La classificazione sismica non significa che un terremoto sia imminente e non permette di prevedere quando si verificherà una scossa. Indica, invece, il livello di pericolosità di riferimento del territorio, utile anche ai fini della pianificazione e delle norme di costruzione.
Per valutare il rischio effettivo occorre considerare anche la presenza di persone e beni esposti e la vulnerabilità degli edifici. Due elementi che possono fare la differenza nelle conseguenze di un eventuale terremoto.
Anche per le nuove costruzioni, l’azione sismica di progetto viene definita tenendo conto delle caratteristiche specifiche del sito, e non soltanto della zona sismica di appartenenza del comune.
Nessun allarme, ma resta importante la prevenzione
La scossa registrata nella notte, di magnitudo 2.6, non ha al momento provocato danni segnalati. La sua vicinanza temporale a un precedente evento di magnitudo 2.0, però, riporta l’attenzione sulla necessità di conoscere le caratteristiche sismiche dell’Appennino e di investire nella prevenzione.




