Avezzano. L’autorevolezza di un presunto ruolo pubblico, la promessa di un importante contributo e l’inganno della fretta: sono gli ingredienti dell’ennesimo tentativo di truffa telefonica registrato ad Avezzano. A finire nel mirino dei raggiratori, questa volta, è stato Don Carmine Di Bernardo, parroco della chiesa di San Pio X, che grazie al proprio senso critico è riuscito a sventare il colpo e a mettere in fuga i malintenzionati.
La chiamata è arrivata nella mattinata di oggi. Dall’altro capo del filo, una donna si è presentata come una “Dottoressa del Comune di Avezzano”, annunciando con entusiasmo una presunta svolta contabile: lo sblocco di ben 28.000 euro inviati dalla Regione Abruzzo come contributo per i lavori pregressi effettuati tra il 2014 e il 2015 al tetto della chiesa.
Per rendere credibile la storia, la finta funzionaria ha invitato il parroco a presentarsi al Municipio nel pomeriggio per apporre le firme necessarie. Subito dopo, però, è arrivata la trappola: un presunto “errore contabile” della Regione, che avrebbe versato per sbaglio al Comune una somma maggiore, pari a 28.950 euro. Per poter sbloccare la pratica ed evitare che il contributo slittasse di un anno intero, la parrocchia avrebbe dovuto effettuare un bonifico immediato di 950 euro a titolo di restituzione dell’eccedenza.
La richiesta di un versamento urgente e le modalità poco trasparenti hanno subito insospettito Don Carmine. Anziché farsi prendere dall’ansia per la perdita del contributo, il sacerdote ha iniziato a porre domande sempre più precise e dettagliate sulla procedura contabile e sull’identità dell’interlocutrice. Messi alle strette e compreso che il bluff era stato scoperto, i truffatori hanno riagganciato improvvisamente la conversazione.
«Ho voluto raccontare quanto accaduto per mettere in guardia tutti i cittadini e le realtà del territorio», ha spiegato Don Carmine Di Bernardo. Il caso rappresenta una variante della nota “truffa del finto dipendente pubblico”, un odioso fenomeno che punta spesso a cogliere di sorpresa i cittadini o le istituzioni locali facendo leva sull’urgenza e sulla fiducia nelle istituzioni.
Si ricorda che nessun ente pubblico (Comune, Regione o Ministero) richiede bonifici bancari immediati o restituzioni di somme a mezzo telefono per sbloccare finanziamenti, contributi o pratiche amministrative. In presenza di chiamate analoghe o sospette, l’invito delle forze dell’ordine è quello di interrompere la conversazione e contattare immediatamente il 112 o la Polizia Locale per le opportune verifiche.




