Tagliacozzo. Nell’antica Chiesa di Sant’Antonio Abate in Alto la Terra a Tagliacozzo, che nel 2025 ha celebrato i suoi 600 anni di storia, si conserva un prezioso gonfalone processionale di grande valore artistico e devozionale, testimonianza significativa della religiosità popolare e della tradizione confraternale del territorio.
Il gonfalone reca sul recto l’immagine dipinta di Sant’Antonio Abate, titolare della chiesa, raffigurato secondo l’iconografia tradizionale, circondato da piante e animali domestici, tra i quali spicca l’immancabile porcellino, simbolo del Santo. Sul verso è invece rappresentata la Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, in una composizione che richiama la spiritualità mariana profondamente radicata nella comunità locale.
Dal punto di vista materiale, il manufatto si presenta come un drappo rettangolare in tela, probabilmente lino, cotone, canapa, seta o velluto, teso su un bastone orizzontale, sospeso tramite cordoni a due aste verticali. I tre orli, laterali e inferiore, sono impreziositi da una passamaneria frangiata, mentre gli angoli inferiori risultano leggermente sagomati, conferendo eleganza e solennità all’insieme.

Le immagini di Sant’Antonio Abate e della Madonna Assunta furono realizzate nel 1896 dal pittore A. Flammini, originario di Riofreddo, su commissione della Confraternita. L’artista, attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, è noto per aver eseguito altri gonfaloni per diverse confraternite in vari centri del Lazio orientale e dell’Abruzzo interno, contribuendo alla diffusione di un linguaggio figurativo riconoscibile e fortemente legato alla tradizione religiosa locale.
Il gonfalone custodito nella chiesa di Sant’Antonio Abate rappresenta oggi non solo un oggetto di culto, ma anche una preziosa testimonianza storica e artistica, capace di raccontare secoli di fede, identità e memoria collettiva della comunità di Tagliacozzo.









