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Sub-ambito Marsica, Lugini: “Prima di cambiare la legge si spieghi quale modello si vuole realizzare”

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
1 Ottobre 2026
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Avezzano. «Prima di chiedere un sub-ambito si spieghi quale modello si vuole realizzare». È questo il punto centrale sollevato dal consigliere regionale Gianpaolo Lugini nel dibattito sulla possibile modifica della legge regionale e sull’autonomia gestionale della Marsica.

Lugini respinge innanzitutto le ricostruzioni che gli attribuirebbero una posizione favorevole esclusivamente alla gestione in house.

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«Leggo dichiarazioni che attribuiscono al sottoscritto una posizione che non ho mai espresso. Non ho mai detto che la soluzione sia l’in house. La normativa prevede tre possibilità: gestione pubblica con eventuale affidamento in house, società mista pubblico-privata con gara a doppio oggetto oppure gara ad evidenza pubblica. Tre strade, non una».

Il tema, secondo Lugini, non riguarda quindi il principio dell’autonomia della Marsica, ma la necessità di chiarire quale progetto gestionale e industriale si intenda concretamente realizzare.

«La questione che pongo è semplice: se si chiede alla Regione di modificare la legge per creare un sub-ambito, si spieghi anche cosa si vuole realizzare dopo. Chi gestirà il servizio? Con quale società? Con quali risorse e investimenti? Con quale modello di affidamento? Cambiare la legge non significa creare automaticamente un gestore».

Lugini precisa inoltre di non essere contrario all’autonomia della Marsica.

«Non sono contro l’autonomia della Marsica. Chiedo semplicemente quale progetto industriale e gestionale si intenda costruire».

Il caso ACIAM: “Servono atti e chiarezza”

Altro punto sollevato da Lugini riguarda la vicenda ACIAM e, in particolare, le modalità con cui sarebbe stato individuato il socio privato.

«Sul caso ACIAM, se è corretto quanto riportato dalla stampa, il sindaco di Avezzano avrebbe affermato che la gestione fu affidata a un privato senza una gara pubblica».

Una circostanza che, secondo Lugini, deve essere verificata attraverso gli atti.

«Una dichiarazione che va verificata, anche perché la Commissione di Vigilanza ha richiesto più volte la documentazione relativa alla procedura del 2005, anche attraverso AGIR».

Da qui la richiesta di fare chiarezza sulla procedura adottata.

«Quindi la domanda è semplice: quella gara esiste oppure no? Se esiste, si producano gli atti. Se non esiste, si spieghi come e sulla base di quali procedure sia stato individuato il socio privato».

Per Lugini, la questione non deve essere trasformata in una polemica personale.

«Non è una polemica personale: è una questione di trasparenza amministrativa».

“Sono stato eletto e ho il diritto di fare domande”

Nel suo intervento Lugini replica anche ai riferimenti ai voti ottenuti in occasione della sua elezione.

«Quanto ai continui riferimenti ai voti con cui sono stato eletto, una cosa è certa: sono stato eletto. E forse è proprio questo che dà fastidio a qualcuno».

Lugini rivendica quindi il proprio ruolo istituzionale e il diritto di porre interrogativi e chiedere documentazione.

«Sono stato eletto dai cittadini e ho quindi il diritto e il dovere di svolgere il mio ruolo, fare domande, chiedere documenti e sollevare questioni di interesse pubblico».

E aggiunge: «Il numero dei miei voti non cambia il merito delle questioni che pongo e non mi farà arretrare di un millimetro. I voti si contano alle elezioni. Gli atti e le responsabilità si discutono sui documenti».

“Prima il progetto, poi il sub-ambito”

La posizione di Lugini viene infine sintetizzata nella richiesta di accompagnare alla proposta di sub-ambito un progetto concreto sulla futura gestione del servizio.

«Se vogliamo il sub-ambito, discutiamone. Ma diciamo ai cittadini chi gestirà il servizio, con quali risorse, quali investimenti e quale modello».

E conclude: «Chiedere autonomia è legittimo. Spiegare quale futuro si vuole costruire è necessario».

Lugini conferma quindi la volontà di proseguire il confronto sul tema: «Io continuerò a fare le domande che ritengo doverose, senza intimidazioni e senza condizionamenti. Su questo sono pronto a confrontarmi pubblicamente, atti alla mano».

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