TAGLIACOZZO – Li avevamo ascoltati già lo scorso anno, sempre a Tagliacozzo, alle prese con le grandi pagine dei musical. Ci avevano colpito allora per la qualità delle voci, la costruzione dello spettacolo e una capacità non comune di tenere insieme talenti e personalità differenti. Si sono confermati quest’anno. Anzi, con Stars – A Pop-Rock Celebration hanno probabilmente alzato ancora l’asticella.
Perché nella notte di San Lorenzo, nel Chiostro del convento di San Francesco, di stelle ne sono passate davvero tante. Michael Jackson, Beatles, Queen, Pink Floyd, David Bowie, U2, Madonna, Elton John, Prince, Led Zeppelin, Aretha Franklin. Ma la forza dello spettacolo prodotto da Palco 5 non è stata soltanto nella formidabile materia musicale a disposizione. È stata soprattutto nell’energia.

Un’energia quasi fisica, sprigionata da undici cantanti solisti, una rock band di grande livello e un imponente coro formato dal Sunshine Gospel Choir di Torino e dal coro della Cluster Scuola di musica di Milano. Un vero muro di suono che ha riempito il chiostro e coinvolto il pubblico per quasi tre ore.
La cosa che colpisce è la qualità complessiva del cast. Michela Nardò, Silvia Vaglini, Roberto Coen, Riccardo Guidotti, Joe Nicolosi, Maurizio Misceo, Noemi Garbo, Giulia Dascoli, Francesco Patella, Corinne Marchini e Rosanna Russo sono interpreti con caratteristiche vocali e personalità molto diverse. Eppure funzionano perfettamente insieme. Professionisti complementari, uno più bravo dell’altro, capaci di alternarsi al centro della scena senza che lo spettacolo perda mai tensione. Nessuna gara a sovrastare gli altri: ciascuno trova il proprio spazio, mettendo voce e presenza scenica al servizio del brano e dell’insieme.
La scaletta è talmente ricca che provare a raccontarla tutta significherebbe ridurre il concerto a un elenco. Restano però alcune immagini.

L’impatto di Another Brick in the Wall dei Pink Floyd. La magia di One degli U2. La sospensione emotiva di Purple Rain di Prince. L’esplosione soul di Think di Aretha Franklin, che rompe definitivamente la distanza tra palco e pubblico. E poi Stairway to Heaven dei Led Zeppelin, affrontata senza timore reverenziale, fino alla potenza corale di alcuni dei brani che hanno costruito l’immaginario musicale di intere generazioni.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più riusciti di Stars: non imitare le star, ma celebrarne la musica. Una distinzione importante. Confrontarsi con Freddie Mercury, Michael Jackson, Bowie, Prince o Aretha Franklin è un esercizio pericoloso se si cerca la copia. Qui, invece, le canzoni vengono reinterpretate attraverso voci differenti, mantenendone riconoscibilità e forza ma trovando una nuova dimensione nella coralità dello spettacolo.

Il risultato è un viaggio dentro tre decenni irripetibili, dagli anni Sessanta agli Ottanta, quando pop e rock hanno prodotto linguaggi, icone e canzoni capaci di attraversare il tempo. E a giudicare dalla risposta del pubblico di Tagliacozzo, quella musica non mostra alcuna intenzione di diventare materiale da museo. Il gran finale con We Are the World porta tutti sul palco e sintetizza perfettamente il senso della serata: tante voci, tante personalità, una sola grande costruzione collettiva.
Nella notte delle stelle, il Chiostro di San Francesco si è trasformato così per quasi tre ore in un luogo molto diverso dal suo abituale silenzio. Potente, rumoroso, coinvolgente. E tremendamente vivo.




