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Solidarietà a due passi dal Cupolone: la storia di Casa di Edo

Redazione Attualità di Redazione Attualità
22 Giugno 2026
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Carsoli. Garantire un alloggio gratuito alle famiglie dei bambini ricoverati in gravi condizioni presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Con questo obiettivo opera l’Associazione Edoardo Marcangeli attraverso l’iniziativa “Casa di Edo”, una realtà nata per rispondere alle difficoltà di molti genitori che non sanno dove andare a dormire dopo aver assistito i propri figli in ospedale. Il racconto è andato in onda su TG1 Dialogo, la storica rubrica di approfondimento della Rai che affronta temi spirituali, sociali e culturali attraverso testimonianze e storie di vita.

Adelfo Marcangeli, presidente dell’associazione, ha raccontato una realtà drammatica in cui diversi padri si sono trovati costretti a dormire in macchina o a vendere i mezzi della propria azienda edile, come escavatori e camion, pur di riuscire a mantenersi a Roma per periodi di sette o otto mesi.

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L’eredità di Edo

Il progetto trae origine dal desiderio di Edoardo, un bambino di Carsoli affetto da leucemia e scomparso nel 2015 all’età di 12 anni. Durante il suo ricovero al Bambino Gesù, Edoardo aveva espresso ai genitori la preoccupazione per la situazione economica e abitativa delle altre famiglie presenti in reparto, chiedendo cosa si potesse fare per aiutarle e ospitarle.

I genitori del bambino, Adelfo e Cinzia, hanno inizialmente avviato l’attività tramite puro volontariato, autotassandosi e coinvolgendo nel tempo amici e vicini di casa.

I numeri del progetto

L’iniziativa ha registrato una crescita progressiva e ad oggi si contano 64 famiglie ospitate gratuitamente, anche per lunghi periodi, all’interno della struttura.

I legami stabiliti durante la permanenza tendono a mantenersi stabili nel tempo: la presidenza dell’associazione riferisce che molte famiglie rimangono in contatto, condividendo ricorrenze come comunioni, matrimoni e cresime, e partecipando a eventi familiari significativi, come i battesimi dei bambini che sono stati curati presso la struttura ospedaliera romana.

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