Avezzano. “Le tragedie, come quelle accadute ad Avezzano, non dovrebbero mai diventare strumenti di propaganda. Ogni volta che un fatto grave colpisce questa città, invece, assistiamo alla stessa scena”. Lo ha dichiarato Luigi Bianchi, Direzione Regionale Casa Riformista.
“C’è chi cerca un colpevole politico che quasi sempre è il sindaco Di Pangrazio, chi cerca una bandiera da sventolare inneggiando alla remigrazione o alla violenza provando a trasformare il dolore in consenso, chi attacca la destra e chi la sinistra, ed infine chi insulta le persone, le idee altrui, le religioni altrui, le razze altrui. Credo che si debba debba fare altro, e cioè individuare le soluzioni e metterle in pratica al fine di evitare che episodi simili possano ripetersi.
La sicurezza è un diritto dei cittadini, e proprio per questo servono meno slogan e più responsabilità istituzionale. Servono uno Stato presente, un coordinamento costante tra Prefettura, Forze dell’Ordine e amministrazioni locali, investimenti nella prevenzione, nel controllo del territorio, nell’educazione al rispetto delle persone e nella tutela dei giovani, degli anziani e delle donne.
Le forze dell’ordine, alle quali rivolgo un sincero ringraziamento per quanto fanno ogni giorno, non riescono a risolvere da sole questa situazione. Mi aspetto l’apertura di un tavolo serio nell’immediato, aperto anche a tutte le forze politiche, perchè quanto fatto fino ad oggi non è servito a risolvere il problema. Gli amministratori della città e le Istituzioni dello Stato non hanno il compito di cercare i nemici dopo una tragedia, cosa che accadrebbe continuando a presentare nuove telecamere, ma di costruire soluzioni prima che una tragedia accada. Ad Avezzano, è ormai evidente, vi è necessità di una discussione seria e più approfondita sulla sicurezza. Bisogna dire basta a discussioni vuote, che poi non hanno un seguito, ma questa volta bisogna prendersi e mantenere gli impegni. Una discussione che parta dai fatti, dalle competenze e dalle responsabilità, non dalla paura. Con questo voglio dire che il compito della politica non è sfruttare le ferite di una comunità per fare propaganda e consenso, ed aggiungo che questo è il male della politica vera che purtoppo coincide paurosamente con il livello dei discorsi, ma è impedire che quelle ferite si aprano di nuovo. La campagna elettorale è finita ed è ora di lavorare per la città, cambiando marcia e livello su questo tema specifico”.




