Collelongo. Il cedro storico di piazza Ara dei Santi non c’è più. L’albero, da oltre cinquant’anni parte del paesaggio e della memoria collettiva del paese, è stato abbattuto mercoledì 14 ottobre, modificando il volto di uno degli spazi più riconoscibili della comunità.
Una presenza familiare, capace per decenni di offrire ombra e riparo a bambini, anziani e cittadini, lascia così il posto a una piazza diversa, che dovrà fare i conti con l’assenza di un elemento ormai entrato nella quotidianità di intere generazioni.
Al suo posto, secondo quanto annunciato dal Comune, verrà piantato un acero adulto.
La decisione del Comune: «Motivi di pubblica sicurezza»
L’abbattimento era stato annunciato il 13 ottobre attraverso un avviso pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Collelongo.
Alla base dell’intervento, gli esiti di una perizia redatta da un dottore forestale, che avrebbe rilevato nell’esemplare una condizione di stress patologico riconducibile a diverse criticità, giudicando necessaria la sua sostituzione per prevenire rischi per la pubblica incolumità.
La sindaca Rosanna Salucci aveva accompagnato l’annuncio con parole di rammarico, definendo la decisione «sofferta e inevitabile» e ribadendo che la scelta era stata assunta esclusivamente per ragioni di sicurezza.
Una motivazione che richiama la responsabilità dell’amministrazione nella tutela dei cittadini, ma che non ha spento le perplessità di una parte della comunità.
La Restanza: «Non era solo un albero»
Sulla vicenda è intervenuto il gruppo consiliare di minoranza La Restanza, che ha espresso amarezza per la scomparsa del cedro, sottolineando il valore sociale dell’albero ben oltre la sua funzione ornamentale.
«Non era solo un albero, ma un riparo dal sole per tanti bambini e per molti anziani»: è questo il senso della riflessione affidata alla nota del gruppo, che descrive una piazza oggi «più spoglia e meno accogliente».
Per l’opposizione, infatti, la questione non riguarda soltanto la rimozione di una pianta, ma anche il cambiamento di uno spazio vissuto quotidianamente dai cittadini, soprattutto durante i mesi più caldi.
Il cedro rappresentava un punto di riferimento per chi frequentava la piazza e un elemento del paesaggio con cui molti residenti erano cresciuti. La sua scomparsa lascia un vuoto che, almeno sul piano affettivo, non sarà necessariamente colmato dalla messa a dimora di un nuovo esemplare.
Il nodo dei tempi: perché aspettare undici mesi?
Tra i punti sollevati da La Restanza c’è soprattutto la tempistica dell’intervento.
Nella ricostruzione riportata dal gruppo di minoranza, l’ordinanza sindacale contingibile e urgente relativa al cedro risalirebbe al 21 novembre 2025. Da qui la domanda politica: se la situazione richiedeva un intervento urgente per ragioni di sicurezza pubblica, perché si è arrivati all’abbattimento soltanto nell’ottobre 2026?
L’opposizione richiama inoltre le valutazioni precedenti sullo stato della pianta, sostenendo che nel 2023 il cedro non risultasse inserito tra gli alberi a rischio, mentre le criticità sarebbero emerse successivamente.
La Restanza precisa di non voler sostituire il giudizio dei tecnici con valutazioni prive di competenza specialistica, ma chiede chiarezza sull’evoluzione delle verifiche e sulle ragioni che hanno portato alla decisione definitiva.
Si tratta di interrogativi sollevati dalla minoranza, che vanno distinti dalle motivazioni tecniche comunicate ufficialmente dall’amministrazione.
Una piazza diversa, in attesa del nuovo acero
Ora l’attenzione si sposta sulla sostituzione annunciata dal Comune. L’arrivo di un acero adulto dovrebbe restituire alla piazza una presenza arborea significativa, ma resta da capire quanto tempo sarà necessario perché il nuovo albero possa offrire un’ombra paragonabile a quella garantita dal cedro.
È proprio questo uno degli aspetti più sentiti dai cittadini: una pianta adulta che scompare non viene compensata automaticamente, sul piano dell’esperienza quotidiana, dalla messa a dimora di un altro esemplare.
La vicenda di piazza Ara dei Santi mette così a confronto due esigenze: da una parte la sicurezza pubblica, che deve essere garantita sulla base di valutazioni tecniche; dall’altra il valore ambientale, sociale e identitario del verde urbano.
Il cedro di Collelongo è stato abbattuto. Resta ora il confronto sulle motivazioni, sui tempi dell’intervento e sul futuro di una piazza che, per oltre mezzo secolo, aveva trovato in quell’albero uno dei suoi simboli più familiari.




