Celano. Entra nel vivo la fase politica a Celano, dove il sindaco Settimio Santilli è impegnato nella definizione della nuova squadra di governo in vista del consiglio comunale d’esordio, programmato tra il 10 e l’11 giugno. I rumors di palazzo descrivono un primo cittadino orientato verso un modello di gestione allargato, volto a coinvolgere in prima linea l’intera compagine degli eletti attraverso una forte condivisione delle responsabilità.
L’esecutivo cittadino sarà composto da cinque assessori. Tra le fila della maggioranza, i profili accreditati per un posto in giunta vedono in prima battuta il vicesindaco uscente Piero Ianni, reduce dal primato assoluto di preferenze con 1.551 voti. Insieme a lui, i fari sono puntati su Luigi Ciaccia, avvocato, coordinatore locale di Forza Italia ed ex presidente Aciam, forte di 662 consensi, e su Ermanno Bonaldi, che ha incassato 427 voti.
Per quanto riguarda la rappresentanza femminile, la rosa delle papabili per l’assessorato include Divina Cavasinni, già amministratrice locale e prima tra le donne con 873 preferenze, e Silvia Morelli, ex presidente dell’assise civica che ha totalizzato 567 voti. Cambiamenti in vista invece per lo scranno più alto del consiglio comunale, dove per il ruolo di presidente si fa strada il nome di Lidia Venditti, volto giovane della politica cittadina sostenuto da 669 elettori. Rimarrà invece stabile l’impegno in Provincia di Cinzia Contestabile, consigliera uscente con delega al Bilancio ed eletta con 462 preferenze, che manterrà la rappresentanza dell’ente a L’Aquila nella squadra del presidente Angelo Caruso, replicando il percorso già tracciato dal collega Dino Iacutone.
Il vero tratto distintivo della nuova architettura amministrativa voluta da Santilli risiede però nella scelta strategica di non accentrare le competenze solo su assessori e presidente del consiglio. Il sindaco intende infatti affidare deleghe specifiche anche ai consiglieri comunali, inserendoli direttamente nella gestione della macchina pubblica.
I nodi sulle singole competenze saranno sciolti a breve, ma la linea è tracciata: il primo cittadino terrà per sé soltanto pochissime materie, distribuendo il resto tra i componenti della maggioranza per decentralizzare le funzioni. Questa impostazione, che ricalca il metodo già adottato nella passata legislatura, punta a responsabilizzare ogni singolo amministratore, garantendo un controllo capillare sul territorio e una maggiore rapidità nell’azione amministrativa.




