San Benedetto dei Marsi. Ci sono persone che non se ne vanno mai davvero, perché il loro esempio continua a vivere nelle opere realizzate, nelle vite cambiate e nella speranza donata agli altri. Sabina Santilli è una di queste.
Oggi, 12 ottobre, ricorre il 27° anniversario della scomparsa della donna originaria di San Benedetto dei Marsi che ha dedicato la propria esistenza a sostenere le persone sordocieche, accompagnandole verso l’autonomia, la dignità e una vita ricca di possibilità.
Una ricorrenza che la comunità ha voluto celebrare nel segno della memoria e della riconoscenza. Il sindaco di San Benedetto dei Marsi, Antonio Cerasani, si è recato presso la tomba di Sabina Santilli per deporre dei fiori e rendere omaggio a una figura che rappresenta un motivo di orgoglio per il paese, per l’Abruzzo e per l’intera Italia.
Un gesto semplice, ma carico di significato, per ricordare una donna capace di trasformare la propria sensibilità in una straordinaria missione di solidarietà.
Nel 1964, Sabina Santilli fondò la Lega del Filo d’Oro, dando vita a una realtà destinata a diventare un punto di riferimento fondamentale per le persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale e per le loro famiglie. Un progetto nato dalla convinzione che nessuno debba essere lasciato solo e che, anche quando vista e udito vengono meno, sia possibile costruire relazioni, comunicare e conquistare spazi di autonomia.
La sua intuizione si è trasformata nel tempo in una grande rete di vicinanza, impegno e amore, capace di abbattere le barriere del silenzio e dell’isolamento.
A 27 anni dalla sua scomparsa, il messaggio di Sabina Santilli resta dunque attuale e prezioso. La sua vita continua a ricordarci quanto possano fare la determinazione, il coraggio e la volontà di mettersi al servizio degli altri.
L’omaggio del sindaco Antonio Cerasani, nel luogo in cui Sabina riposa, rinnova il legame profondo tra la comunità sambenedettese e una donna che ha saputo lasciare un segno indelebile nella storia della solidarietà italiana.
San Benedetto dei Marsi non dimentica la sua Sabina. Il suo nome continua a essere sinonimo di umanità, impegno e speranza: un’eredità preziosa che attraversa le generazioni e che invita tutti a guardare oltre le difficoltà, riconoscendo in ogni persona il diritto a una vita piena e dignitosa.




