L’Aquila. Sul dossier rifiuti, già rovente per lo scontro tra i territori e dentro il centrodestra, scende in campo il fronte sindacale, e lo fa con toni durissimi. Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Psa, insieme a Fiadel, chiedono uno stop e un confronto urgente sulla modifica della legge regionale 36/2013, in arrivo al Consiglio regionale dell’8 ottobre. Altrimenti, avvertono, è pronta la mobilitazione.
Il nodo. La modifica, nel prevedere un ambito ottimale regionale, consentirebbe a livello di gestione la creazione di sub-ambiti provinciali o interprovinciali. I sindacati dicono di averlo appreso dalla stampa. «Prendiamo atto, dagli organi di stampa, che al prossimo Consiglio regionale dell’8 ottobre andrà all’approvazione una modifica della l.r. 36/2013», affermano Fusari e Da Silva (Fp Cgil), Mascitti e De Amicis (Fit Cisl), Cipriani e Marcotullio (Uiltrasporti) e Bussolotti (Ugl Psa).
La ratio della scelta provinciale. Per le organizzazioni sindacali il Piano d’Ambito aveva già individuato nel livello provinciale il sub-ambito di riferimento. «La ratio o i motivi che portarono a questa scelta erano quelli di creare delle aziende provinciali, attraverso la fusione di quelle esistenti ora nelle province, che potessero essere competitive con le aziende nazionali o europee nell’affidamento del servizio messo a bando dall’Agir», ricordano i firmatari.
Il modello. Il processo di fusione, spiegano, è stato declinato nelle linee guida dell’Agir. «La fusione potrebbe portare ad una sola azienda di gestione dei rifiuti solidi urbani per provincia in modo da salvaguardare i livelli occupazionali e salariali di chi, ora, lavora nel settore e, contemporaneamente, ridurre le tariffe per i cittadini attraverso le economie di scala possibili esclusivamente in grandi e solide realtà che per queste OO.SS. sono virtuose ed interamente pubbliche», sottolineano Fusari, Da Silva, Mascitti, De Amicis, Cipriani, Marcotullio e Bussolotti.
L’attacco. Poi l’affondo sulla modifica in arrivo. «Non comprendiamo cosa sia cambiato e perché ci sia la necessità di una modifica della legge regionale, che andrà ad impattare anche sulle attuali fusioni che stanno procedendo nelle province, con il rischio di incentivare la frammentazione ed il nanismo societario. Un sostanziale stravolgimento senza il coinvolgimento dei rappresentanti delle lavoratrici e lavoratori che operano nel settore e che hanno il diritto di comprendere cosa stia avvenendo alle loro spalle», affermano i segretari generali.
L’ultimatum. Infine la richiesta di un incontro immediato e la minaccia di scendere in piazza. «È necessario, prima che si approvi una modifica così importante, che vi sia quel confronto con le OO.SS. da noi richiesto proprio in Consiglio regionale nella discussione degli ambiti provinciali, oggi urgente affinché si capisca l’impatto che una tale modifica avrebbe per i dipendenti e per l’utenza. Chiediamo che si apra una seria riflessione che salvaguardi chi lavora nel settore attraverso una formale richiesta di incontro urgente. In caso contrario dovremo valutare anche una mobilitazione regionale», concludono i rappresentanti di Fp Cgil, Uiltrasporti, Fiadel, Fit Cisl e Ugl Psa.




