Avezzano. “Istituire i sub-ambiti e aprire al mercato non è una scelta politica, ma la strada basata sui fatti e sul rispetto dei cittadini”. Con questa posizione netta, Umberto Di Carlo, Presidente di Tekneko, società che si occupa del servizio di igiene urbana in numerosi comuni dell’Abruzzo, del Lazio, delle Marche e della Puglia, interviene nel dibattito abruzzese sul futuro della gestione dei rifiuti urbani.
La discussione ruota attorno a due modelli contrapposti: da un lato l’ipotesi di un unico mega-ambito provinciale gestito da società pubbliche, dall’altro la richiesta di territori come la Marsica e la Valle Peligna, che chiedono i sub-ambiti territoriali (Sad). A riaccendere il confronto è un emendamento presentato nei giorni scorsi in Regine e destinato a breve all’esame del consiglio regionale, che punta a superare l’ipotesi del maxi gestore unico in favore dei sub-ambiti provinciali, permettendo di “spacchettare” gli ambiti anche all’interno delle stesse province, in controtendenza rispetto ad altri settori dove si punta invece alla fusione, come il collegio unico regionale o i gestori del servizio idrico.
“Paragonare i rifiuti all’acqua è un errore tecnico e concettuale”, ha precisato il Presidente Tekneko, “si tratta di settori industriali diversi con servizi profondamente diversi”. Il servizio idrico, secondo Di Carlo “è una rete rigida condotta da tubature fisse e bacini naturali e richiede una gestione su scala vasta per garantire l’acqua a tutti. Diverso il discorso per i rifiuti: è un servizio logistico e operativo ad alta intensità. Non ci sono tubature, ma mezzi, lavoratori e itinerari da adattare alle caratteristiche di ogni comune. Accentrare tutto in un unico calderone provinciale significa creare burocrazia, aumentare i costi e peggiorare il servizio”.
A sostegno della sua tesi, il Presidente di Tekneko ha citato i dati “a oggi, i risultati migliori in termini di alta raccolta differenziata e costi contenuti per i cittadini si registrano proprio nella Marsica, territorio dove il servizio è affidato a imprese private selezionate tramite gare pubbliche e trasparenti”.
Di Carlo ha elencato poi tre motivi a favore dei sub-ambiti e delle gare pubbliche “tariffe Tari sotto controllo. Le gare d’appalto europee spingono le aziende a offrire la massima qualità al miglior prezzo per le famiglie, e migliore controllo pubblico. I Comuni tornano a fare i controllori severi, lasciando alle imprese la gestione industriale. Con il modello in-house, invece, il Comune finisce per controllare se stesso. E poi più innovazione, la concorrenza porta mezzi a basso impatto ambientale, tracciabilità digitale e tariffazione puntuale”.




