Avezzano. Quindici coltellate, molte delle quali al collo. È il quadro dell’omicidio di Grey Noralba Sanmartin Villalba, 36 anni, di origine colombiana e madre di due figli piccoli, trovata senza vita nell’appartamento di Vergiate, in provincia di Varese, dove viveva con Marco Panichi, 53 anni, originario di Avezzano.
L’uomo è stato fermato con l’accusa di aver ucciso la compagna ed è detenuto nel carcere di San Nicola ad Avezzano. La vicenda è ora al centro di un’inchiesta che dovrà chiarire cosa sia accaduto all’interno dell’abitazione e quale sia stata l’esatta sequenza degli eventi. Tra gli elementi da approfondire ci sono le lesioni riportate da Panichi, la presenza dell’arma utilizzata e le circostanze che hanno preceduto la morte della donna.
Quando si è presentato nella notte alla caserma dei carabinieri di via Genserico Fontana, ad Avezzano, per costituirsi, Panichi aveva ferite al braccio sinistro e alla mano destra. Una di queste avrebbe richiesto punti di sutura e il trasporto in ospedale. Le lesioni sono tra gli elementi che gli investigatori dovranno esaminare per ricostruire la dinamica dello scontro. La loro natura, la posizione e la compatibilità con le altre tracce presenti sulla scena potranno contribuire a chiarire se e in quale fase della lite l’uomo sia rimasto ferito.
Durante l’interrogatorio davanti al procuratore di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato, proseguito fino alle 2.30 di notte, Panichi avrebbe raccontato che una grossa lite sarebbe degenerata in uno scontro fisico. Grey avrebbe impugnato per prima un coltello lungo circa 33 centimetri, colpendolo superficialmente. Panichi avrebbe quindi cercato di sottrarle l’arma, utilizzandola poi contro di lei. Questa ricostruzione dovrà essere confrontata con gli esiti degli accertamenti e con tutti gli elementi raccolti dagli investigatori.
Tra gli aspetti centrali dell’inchiesta c’è la ricostruzione dell’elemento soggettivo del delitto, cioè la natura dell’intenzione con cui sono stati compiuti i fatti. La difesa di Panichi contesta la premeditazione e sostiene una ricostruzione incentrata sul dolo d’impeto, prospettando inoltre l’ipotesi dell’eccesso colposo di legittima difesa.
Si tratta di questioni giuridiche distinte. Il dolo d’impeto riguarda una decisione maturata in una situazione improvvisa, senza una precedente pianificazione del delitto; l’eccesso colposo di legittima difesa presuppone invece che siano accertati i requisiti della difesa legittima e che ne siano stati superati colposamente i limiti. La valutazione spetterà all’autorità giudiziaria sulla base delle prove, della ricostruzione della dinamica e degli esiti delle perizie. Anche l’inquadramento giuridico del fatto dovrà essere definito nel corso del procedimento.
Dopo l’omicidio, Panichi avrebbe lasciato l’abitazione di Vergiate e sarebbe partito in auto verso l’Abruzzo, percorrendo oltre 700 chilometri. Una volta arrivato ad Avezzano, avrebbe raccontato quanto accaduto al padre e si sarebbe presentato ai carabinieri, costituendosi. Le verifiche avviate con i militari della provincia di Varese hanno portato all’intervento nell’appartamento lombardo e al successivo fermo dell’uomo. Nell’abitazione il corpo di Grey presentava 15 ferite da arma da taglio, molte concentrate nella zona del collo. Il numero e la distribuzione delle lesioni rappresentano aspetti fondamentali per gli accertamenti medico-legali.
È stata disposta l’autopsia presso l’Istituto di medicina legale di Pavia, oltre a perizie e analisi dei telefoni sequestrati. Gli esami dovranno contribuire a chiarire la successione dei fatti, la posizione dei protagonisti durante la lite e gli eventuali elementi utili a verificare le diverse ricostruzioni.
Grey Noralba Sanmartin Villalba aveva 36 anni, era di origine colombiana, separata e lavoratrice. Era madre di due figli piccoli e veniva descritta da chi la conosceva come una persona riservata. Aveva conosciuto Panichi meno di un anno prima ad Ancona. Dal marzo scorso i due vivevano insieme a Vergiate, dove l’uomo si era trasferito dopo la fine di una precedente relazione.
Panichi aveva lavorato per oltre vent’anni come accettatore clienti in concessionarie automobilistiche della Marsica. In seguito si era reinventato artigiano e, una volta trasferitosi in Lombardia, aveva preso casa in affitto e avviato un’attività individuale nel settore termo-idraulico.
La relazione era diventata pubblica sui social da pochi mesi. Il 16 luglio Panichi aveva aggiornato il proprio stato sentimentale dichiarandosi ufficialmente fidanzato; martedì scorso aveva pubblicato un’ultima fotografia che li ritraeva abbracciati.
Ora, a distanza di pochi giorni da quell’immagine, la vicenda è al centro di un’inchiesta per omicidio. Le quindici coltellate, le ferite riportate dall’uomo e gli elementi raccolti nell’appartamento dovranno essere esaminati nel loro insieme per ricostruire quanto accaduto.
La dinamica della lite e le responsabilità penali restano oggetto degli accertamenti giudiziari. Saranno le prove e gli esiti delle perizie a contribuire alla ricostruzione definitiva della morte di Grey Noralba Sanmartin Villalba.




