Avezzano. Si avvia verso il verdetto finale il processo che vede imputato l’ex comandante della polizia stradale di Avezzano Giuseppe Esposito e altri soggetti coinvolti nell’inchiesta sui presunti rapporti privilegiati tra agenti e imprenditori del settore trasporti. La penultima udienza si è chiusa con una sostanziale riduzione del quadro accusatorio: richieste di prescrizione per gran parte dei capi contestati e alcune assoluzioni. La sentenza è attesa il prossimo 25 marzo.
Nel corso dell’udienza di ieri, il pubblico ministero Luigi Sgambati ha chiesto di dichiarare la prescrizione per numerosi reati e l’assoluzione per altri capi di imputazione. Per Esposito rimane ora al vaglio del tribunale la sola ipotesi di concussione, unico punto su cui i giudici saranno chiamati a pronunciarsi nella prossima udienza. L’ex comandante, assistito dall’avvocato Roberto Verdecchia, ha già incassato la richiesta di assoluzione per quattro capi, mentre per altri tre – tra cui falsità ideologica e rivelazione di segreti d’ufficio – è stata dichiarata la prescrizione.
L’indagine, condotta dalla polstrada dell’Aquila e coordinata dalla procura di Avezzano, aveva portato a processo, oltre a Esposito, anche l’ex ispettore superiore Sandro Franchi, l’agente Vincenzo Onofri e alcuni imprenditori marsicani: Claudio Garofalo, Walter Garofalo, Marcello Garofalo, Angelo Lodini, Enzo Finocchi e Mariano Perinetti.
Secondo l’impostazione accusatoria iniziale, al centro del procedimento vi sarebbero stati presunti favori tra appartenenti alle forze dell’ordine e aziende di trasporto merci. In particolare, a Esposito veniva contestato di aver omesso controlli su strada e verifiche amministrative su mezzi che, secondo l’accusa, avrebbero viaggiato utilizzando dispositivi in grado di alterare il cronotachigrafo, compromettendo la corretta registrazione dei tempi di guida e riposo.
Dagli atti emerge inoltre che le condotte contestate si sarebbero protratte tra il 2016 e il 2018, con episodi collocati soprattutto tra novembre 2017 e l’intero anno successivo. In cambio, secondo la ricostruzione accusatoria originaria, l’ex comandante avrebbe ricevuto utilità come rifornimenti di carburante, consumazioni e altri benefici, ipotesi che aveva fatto scattare contestazioni legate a reati contro la pubblica amministrazione.
Nel corso del dibattimento, tuttavia, il quadro si è progressivamente ridimensionato. Una recente comunicazione depositata agli atti ha infatti preso atto dell’intervenuta prescrizione di diversi capi di imputazione anche per altri imputati. Resta ora da chiarire l’esito finale dell’unico capo ancora oggetto di valutazione nei confronti di Esposito. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Roberto Verdecchia, Mario Flammini, Stefania De Simone, Pietrantonio Palladini e Crescenzo Presutti.








