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Presunte violazioni ambientali a carico di 3 ex dirigenti Cam, prescrizione vicina ma la difesa chiede assoluzione

Giulia Antenucci di Giulia Antenucci
6 Luglio 2020
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Avezzano. Presunte violazioni ambientali a carico di 3 ex dirigenti Cam, prescrizione vicina ma la difesa chiede assoluzione

Si terrà il 18 settembre l’udienza a carico di Luca Erminio Ciarlini, 61enne di Roma, Giuseppe Venturini, 51 anni di Tagliacozzo e Antonio Di Cesare, 59enne di Civita D’Antino. I tre ex dirigenti del Consorzio acquedottistico marsicano, rispettivamente il primo direttore generale nonché consigliere di gestione delegato del Cam, assieme all’ex amministratore delegato col compito di coordinare la manutenzione degli impianti di depurazione e il responsabile dell’Ufficio tecnico del Cam, sono finiti sotto processo per una serie di presunte violazioni ambientali.

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I reati hanno già maturato i termini per la prescrizione ma i difensori chiederanno una pronuncia di assoluzione sul merito che prevalga sulla prescrizione perché il fatto non sussiste e quindi con una formula più favorevole rispetto alla prescrizione.

Le accuse sono contenute in un corposo fascicolo portato in Procura dagli agenti della Forestale di Celano.
L’inchiesta fa riferimento a un controllo avvenuto nell’ottobre 2013, quando vennero fermati due operai del Consorzio acquedottistico impegnati in manovre con un camion autospurgo. Secondo l’accusa, le violazioni in materia ambientale contestate riguardano il trasporto non autorizzato di rifiuti non pericolosi dall’impianto di Collarmele a quello di Pescina.

Sempre per l’accusa, poi, il 28 ottobre 2013 rifiuti liquidi erano stati sversati nel corso d’acqua denominato Fosso Pantano a Collarmele. Inoltre, i fanghi provenienti dal trattamento delle acque reflue, stando all’indagine della Forestale di Celano, erano finiti dall’impianto di Collarmele, completamente fermo al momento dell’accertamento, a quello di Pescina, omettendo la necessaria comunicazione agli uffici della Provincia dell’Aquila. La difesa è composta dagli avvocati Antonio Milo, Aldo Lucarelli, Franco Colucci e Ida Blasi.

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