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Presa a calci con i camperos, ma l’aggressore di Trasacco si difende: “Sono stati gli animali”

L'uomo ha risposto durante l’udienza di convalida davanti al giudice Mario Cervellino. L’uomo è difeso dall’avvocato Carla Vitale. In aula il procuratore capo Maurizio Maria Cerrato

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
15 Settembre 2026
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Trasacco. Ha parlato davanti al giudice e ha fornito la propria versione di quanto accaduto nella casa di Trasacco. A.C., 52 anni, accusato della brutale aggressione alla moglie, ha risposto questa mattina nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice Mario Cervellino.

 

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In aula era presente il procuratore capo Maurizio Maria Cerrato, titolare dell’inchiesta. L’uomo è assistito dall’avvocato Carla Vitale.

 

Secondo quanto riferito dall’indagato, all’origine della lite ci sarebbe stata una discussione legata alla gestione dell’azienda agricola familiare e, in particolare, al fatto che la donna non avrebbe accudito le mucche. Ma lui però avrebbe affermato  di non aver  causato le ferite che hanno portato in prognosi e riservata la moglie.

 

È la versione fornita dall’uomo nel corso dell’interrogatorio il quale però ha sostenuto che a ferire la moglie sarebbero stati gli animali. Versione che dovrà essere valutata e confrontata con gli elementi raccolti dagli investigatori.

 

L’aggressione contestata dalla Procura è di estrema violenza. Secondo l’accusa, la donna sarebbe stata colpita ripetutamente al corpo e alla testa con pugni e calci, sferrati anche indossando i camperos, riportando lesioni gravissime.

 

Il bilancio clinico è pesante: rottura della milza, quattro costole fratturate e perforazione del polmone sinistro. Ferite che hanno reso necessario un intervento chirurgico d’urgenza e che, secondo la contestazione formulata dalla Procura, erano idonee a provocarne la morte. La prognosi resta riservata.

Ad A.C. vengono contestati tentato femminicidio e maltrattamenti in famiglia.

Ed è proprio quest’ultimo aspetto ad aver allargato il quadro dell’inchiesta oltre quanto accaduto sabato. Secondo l’accusa, infatti, l’episodio sarebbe maturato nell’ambito di precedenti condotte nei confronti della moglie consistite in ingiurie, minacce e percosse.

 

I contrasti, stando alla contestazione, sarebbero stati legati alla gestione della vita familiare, all’educazione dei figli e alla conduzione dell’azienda agricola. La Procura sostiene inoltre che le condotte sarebbero state acuite dall’assunzione di bevande alcoliche.

 

Si tratta del quadro accusatorio che dovrà ora essere verificato nel corso del procedimento, nel pieno contraddittorio con la difesa.

 

La versione resa questa mattina da A.C. costituisce intanto il primo racconto dell’uomo davanti all’autorità giudiziaria dopo l’arresto. Una ricostruzione che individua proprio nella gestione degli animali dell’azienda agricola l’origine della discussione poi degenerata nella violenza contestata.

 

Sul fronte istituzionale, il Comune di Trasacco ha affidato all’avvocato Mario Flammini la tutela dell’ente nell’evolversi della vicenda. L’amministrazione guidata dal sindaco Cesidio Lobene ha già annunciato la volontà di costituirsi parte civile nell’eventuale processo.

 

Una scelta con la quale il Comune intende manifestare concretamente la propria vicinanza alla famiglia e, allo stesso tempo, assumere una posizione netta contro la violenza.

 

Dopo l’udienza di questa mattina, l’inchiesta entra dunque in una nuova fase. Da una parte c’è la ricostruzione della Procura, che contesta un’aggressione potenzialmente mortale inserita in un più ampio quadro di presunti maltrattamenti; dall’altra c’è ora anche la versione dell’indagato, che ha scelto di parlare davanti al giudice e spiegare quale sarebbe stato, secondo il suo racconto, il motivo che ha dato origine alla lite.

Tags: abruzzoNews

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