Celano. È stato convalidato l’arresto di P.C., noto ristoratore celanese finito in manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia dopo l’aggressione alla compagna avvenuta durante una vacanza a Silvi Marina. Nei confronti dell’uomo sono stati disposti gli arresti domiciliari.
L’episodio risale alla tarda serata del 13 settembre, ma secondo quanto ricostruito nei primi atti dell’inchiesta l’escalation di violenza sarebbe iniziata alcune ore prima, durante una cena al ristorante alla quale partecipavano la coppia e il loro bambino.
Secondo il racconto della donna, l’uomo avrebbe iniziato a stringerle con forza le mani e a colpirla con calci sotto il tavolo. Quando la compagna avrebbe manifestato la volontà di andare via, le aggressioni sarebbero proseguite anche in automobile, davanti al figlio.
Una volta raggiunto il parcheggio dell’hotel di Silvi dove la famiglia soggiornava, l’uomo avrebbe sferrato alla donna un pugno al volto. La scena, secondo quanto emerge dagli atti, sarebbe stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza della struttura. Le immagini sono confluite nel fascicolo aperto dal pubblico ministero Davide Rosati.
Le violenze sarebbero poi proseguite nella camera dell’hotel, con calci, tirate di capelli e anche un morso alla guancia. La donna è riuscita a chiamare il 112 con il proprio telefono cellulare, facendo scattare l’intervento dei carabinieri della stazione di Silvi.
All’arrivo dei militari la situazione sarebbe rimasta particolarmente tesa. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, l’uomo avrebbe continuato a minacciare la compagna anche davanti ai carabinieri, pronunciando la frase: «Ti dovrei dare un cazzotto in faccia, ti dovrei uccidere, solo che non lo posso fare perché ci sono loro». Le parole sarebbero state registrate dalla bodycam indossata da uno dei militari intervenuti.
Successivamente l’uomo sarebbe riuscito anche a salire sull’ambulanza sulla quale si trovava la donna, intimandole di non recarsi al pronto soccorso «per evitare conseguenze peggiori». La vittima è stata comunque trasportata all’ospedale di Teramo, dove i sanitari le hanno diagnosticato lesioni giudicate guaribili in 25 giorni.
Nella denuncia la donna avrebbe inoltre raccontato di essere vittima da anni di episodi di violenza, che sarebbero avvenuti anche davanti al figlio. «Dopo si pente e mi dice che non lo farà più», avrebbe riferito ai carabinieri, spiegando di non aver mai denunciato in precedenza per paura. «Avevo paura di essere uccisa. Ma ora basta».
Dopo l’arresto e l’udienza di convalida, nei confronti del ristoratore celanese è stata disposta la misura degli arresti domiciliari. Le accuse formulate nei suoi confronti dovranno ora essere accertate nel corso del procedimento e l’indagato è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.




